L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Leggere prima di firmare è una cosa da imparare!

Con una recente ordinanza la Cassazione ha “salvato” una donna da un raggiro perpetrato dal compagno che l’aveva convinta, approfittando della sua difficile situazione psichica, a firmare due registri presenti su un banchetto all’ingresso di una chiesa facendola di fatto diventare sua moglie. Di nessuna rilevanza, precisano i Giudici, il fatto che tale azione non abbia arrecato alcun pregiudizio alla donna ed alcun vantaggio all’uomo.

Nessun dubbio già per i Giudici di merito i quali dichiarano nullo il matrimonio sul rilievo che la donna è rimasta vittima della condotta del partner il quale, tradendone la buona fede ed approfittando della sua incapacità di autodeterminarsi, l’ha costretta con insistenza a firmare due registri all’ingresso della chiesa facendole credere che si trattasse di libri firma per i visitatori.

Ma l’uomo non ci sta e ricorre in Cassazione chiedendo che venga riconosciuta la validità del matrimonio in  quanto, a suo dire, la donna era pienamente capace di intendere e di volere al momento della celebrazione già solo per il fatto di aver rilasciato procura per le pubblicazioni di matrimonio. Inoltre, insiste l’aspirante marito, il matrimonio non ha arrecato alcun pregiudizio alla moglie né portato a lui alcun vantaggio né personale, né economico.

La Suprema Corte, tuttavia, insensibile ai rilievi dell’innamorato, sancisce che per l’invalidità del matrimonio è sufficiente l’accertata incapacità di intendere e di volere della donna intesa come “menomazione della sfera intellettiva e volitiva di tale grado da impedire di fare comprendere il significato e le conseguenze giuridiche dell’impegno matrimoniale assunto”, mentre, di contro, non riveste alcuna rilevanza l’assenza di pregiudizio ai suoi danni né il dolo o la malafede del coniuge in quanto il matrimonio dell’incapace è nullo in nome della “tutela dell’integrità del consenso matrimoniale che l’ordinamento vuole si formi in piena libertà e consapevolezza”.

Chiosano infine i Giudici precisando che “il pregiudizio, quantomeno sul piano dell’equilibrio emotivo e della serenità di vita, può essere conseguenza diretta del vincolo matrimoniale di cui rimane vittima colui il cui consenso è viziato per la mancanza di capacità di intendere e, dunque, di autodeterminazione nella importante decisione di contrarre il matrimonio”.

Volendo sdrammatizzare un po’ questa triste vicenda possiamo dire che è vero che ci sono donne che farebbero carte false per un anello al dito, ma evidentemente non tutte e quindi ben venga una tutela da parte degli organi competenti.

Cass., Sez. I, 21 luglio 2021, n. 20862

Simona Longoni – s.longoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

E’ la recente ordinanza n. 20062/21, pronunciata dalla Cassazione, a stabilire che quando la copp...

Persone e Famiglia

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Ricordate il noto spot pubblicitario in cui il bel divo hollywoodiano recitava la frase, divenuta o...

Persone e Famiglia

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Con una recentissima ordinanza la Cassazione ha confermato l’addebito della separazione al marito ...

Persone e Famiglia

X