Condominio e superbonus 110%: tutti d’accordo per tutelare il decoro architettonico dell’edificio

Anche il Tribunale di Milano è sceso in campo sancendo che occorre l’unanimità dei condomini se cambia l’aspetto estetico dell’edificio.

La facilità con cui si possono approvare gli interventi rientranti nel Superbonus non legittima infatti la violazione del decoro architettonico dell’edificio.

Alcuni condomini di un edificio tipicamente “in stile milanese” proponevano reclamo avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale rigettava la domanda cautelare di sospensione dell’esecutività delle delibere adottate dall’assemblea condominiale, aventi ad oggetto l’approvazione di consistenti lavori edili per ben 33 milioni e mezzo di euro, seppur in gran parte ammortizzabili con il beneficio fiscale previsto nell’ormai noto “Decreto Rilancio”.

I lavori deliberati dal Condominio consistevano nell’installazione di un cappotto termico con rimozione del klinker che rivestiva le facciate e la sua sostituzione con il grès porcellanato, il cambio dei colori delle facciate, una nuova fascia verticale in corrispondenza di ciascun balcone, e l’installazione di un impianto centralizzato di acqua calda sanitaria.

I condomini lamentano che tali lavori alterano “sensibilmente lo stato di fatto, essendone difforme per colori, materiali e introduzione di nuovi elementi architettonici”, ed insistono per la nullità delle delibere in quanto non adottate all’unanimità, in violazione dell’ultimo comma dell’art. 1120 c.c.

Secondo il Tribunale il reclamo è fondato.

Ciò perché la violazione del decoro architettonico si concretizza nel momento in cui vengono alterate, in modo visibile e significativo, “la particolare struttura e la complessiva armonia che conferiscono al fabbricato una propria specifica identità”.

Nel caso in esame, è indubbio che l’aspetto estetico che caratterizza le facciate del Condominio subirebbe una definitiva compromissione per effetto degli interventi progettati: l’installazione del cappotto termico, infatti, comporterebbe il radicale mutamento esteriore di tutte le facciate, per materiali, colori ed elementi aggiuntivi ornamentali, in quanto “la sola sostituzione del klinker, che costituisce una caratteristica di molti fabbricati a Milano tipica di una precisa epoca storica, e che imprime un peculiare tratto distintivo agli edifici, ne implica la totale alterazione sotto il profilo estetico”.

La delibera che approva innovazioni potenzialmente lesive del decoro architettonico, pertanto, necessita del consenso unanime dei condomini.

Il divieto previsto dall’ultimo comma dell’art. 1120 c.c., infatti, è incondizionato e consente anche ad un solo condomino di esprimere il proprio dissenso e di agire per il ripristino delle caratteristiche originarie del fabbricato.

Trib. Milano, Sez. XIII, Ord., 30 settembre 2021

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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