Responsabilità precontrattuale e occasioni perse

In un mondo che brulica di possibilità, ogni occasione va colta al volo.

Può accadere, tuttavia, di intavolare trattative che proprio quando sembrano andare per il verso giusto, vengono bruscamente interrotte da una parte. E senza un giustificato motivo.

In tale evenienza la parte danneggiata dovrà essere ristorata del pregiudizio patito da ravvisarsi nell’interesse negativo, rappresentato sia dalle spese inutilmente sopportate sia dalla perdita di ulteriori occasioni.

È quanto stabilito dalla recentissima ordinanza n. 30186 depositata il 27 ottobre scorso.

Nel caso di specie una società aveva richiesto al Tribunale competente di accertare l’insussistenza del credito asseritamente vantato da un’altra società in relazione ad un lavoro di progettazione di uno spazio espositivo che avrebbe dovuto tenersi all’interno di una fiera. Ma poiché, alla fine, alcun contratto le parti avevano concluso, nulla si poteva pretendere.

La società convenuta, di contro, si era costituita richiedendo, oltre al rigetto delle domande attoree e al riconoscimento del credito vantato, il risarcimento del danno derivante dalla responsabilità precontrattuale di parte attrice che, violando la buona fede, aveva ingiustificatamente interrotto le trattative che avrebbero dovuto portare alla conclusione del contratto.  

E mentre il Tribunale competente non aveva ravvisato nella condotta tenuta da parte attrice alcun profilo di illegittimità che potesse dar luogo ad una responsabilità precontrattuale, sia la Corte d’appello sia la Cassazione hanno invece ritenuto che, nel caso in esame, vi fossero tutti gli estremi fattuali per la sussistenza di una simile ipotesi.

Ciò in quanto l’interruzione delle trattative aveva effettivamente impedito la conclusione definitiva del contratto di prestazione d’opera.

Su un punto, tuttavia, i Giudici di secondo e ultimo grado hanno dissentito.

Mentre, infatti, secondo la Corte d’appello la liquidazione del danno da responsabilità precontrattuale andrebbe rapportato all’interesse positivo, ovvero alla misura del compenso spettante per l’attività già parzialmente eseguita, secondo la Cassazione, invece, la liquidazione del danno derivante da responsabilità precontrattuale va parametrato all’interesse negativo, ovvero alla spese inutilmente sopportate e alle occasioni perdute.

Sulla scorta di tale argomentazione la Cassazione ha rinviato la causa ad altra sezione della Corte d’appello competente invitandola ad attenersi al seguente principio di diritto “in materia di responsabilità precontrattuale il pregiudizio risarcibile è circoscritto nei limiti dello stretto interesse negativo (contrapposto all’interesse all’adempimento), rappresentato sia dalle spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative in vista della conclusione del contratto, sia dalla perdita di ulteriori occasioni per la stipulazione con altri di un contratto altrettanto o maggiormente vantaggioso, e dunque non comprende, in particolare, il lucro cessante risarcibile se il contratto non fosse stato poi adempiuto o fosse stato risolto per colpa della controparte”.

Cass., Sez. II, Ord., 27 ottobre 2021, n. 30186

Federica Vitucci – f.vitucci@lascalaw.com

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