Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Il diritto di difesa della Banca

Secondo il Tribunale di Reggio Emilia, uniformatosi all’orientamento della Cassazione n. 29241/2008, nel caso in cui si controverta su un diritto di credito è richiesta, stante l’esigenza del convenuto di formulare le proprie difese, l’esatta individuazione da parte dell’attore del petitum e della causa petendi, attraverso la corretta ed esaustiva esposizione dei fatti, non potendo tener conto della documentazione allegata all’atto di citazione che ha finalità meramente probatorie.

In assenza di tali indispensabili specificazioni, l’azione proposta viola sia il principio del giusto processo civile, che la garanzia costituzionale del diritto di difesa, impedendo alla controparte “l’approntamento di una efficace difesa giudiziale e rendendo altresì difficoltoso per il giudice l’apprezzamento delle ragioni poste a fondamento della domanda”.

Il Tribunale di Reggio Emilia ribadisce che le ragioni della domanda devono, poi, risultare dall’atto di citazione e non dal mero e generico richiamo alla consulenza di parte. “(…) Il profilo assertivo e quello probatorio devono essere tenuti distinti”.

Infatti, nel caso esaminato dal Tribunale, la domanda proposta dal correntista si è limitata ad esporre concetti generali, solo meramente enunciati, senza alcuna indicazione specifica riferita allo svolgimento del rapporto bancario oggetto di causa. “In particolare, difetta completamente nell’atto di citazione, l’indicazione della clausola contrattuale illegittima o del comportamento illegittimo della banca, della rimessa compiuta in esecuzione della clausola o del comportamento illegittimo, della data dell’addebito e del procedimento matematico tramite il quale perviene all’indicazione della somma complessivamente ritenuta non dovuta, dei tassi di interesse applicati e dei tassi soglia nei vari periodi”.

Conclude il Tribunale che, ad una siffatta carenza assertiva e probatoria, l’attore non può supplire richiedendo una consulenza tecnica d’ufficio contabile che, quale mezzo di valutazione degli elementi di prova acquisiti, deve avere ad oggetto accertamenti per quanto possibile specifici, “dato che un quesito eccessivamente generico costituirebbe pur sempre un’indagine meramente esplorativa e, dunque, inammissibile”.

Trib. Reggio Emilia, 7 settembre 2020, n. 823

Carolina Baiettac.baietta@lascalaw.com

 

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