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Arbitrato societario e diritti indisponibili

L’impugnazione di una delibera assembleare fondata sulla contestazione dell’inserimento di false attestazioni in un verbale assembleare è compromettibile in arbitrato, in quanto restano coinvolti interessi non sottratti alla disponibilità delle parti.

Il Tribunale di Genova, con sentenza n. 639 pubblicata in data 18 marzo 2021, si è conformato al consolidato orientamento di legittimità che stabilisce che, in linea generale, tutte le controversie in materia societaria possono essere deferite al giudizio arbitrale. L’applicazione universale di tale principio è limitata unicamente dalla non deferibilità delle controversie inerenti agli interessi della società o che concernono la violazione di norme poste a tutela dell’interesse collettivo dei soci o dei terzi; tali controversie rimarrebbero infatti escluse dalla possibilità di formare oggetto di compromesso.

Nel caso di specie, in particolare, il Tribunale genovese ha correttamente accolto l’eccezione di inammissibilità dell’impugnazione di una delibera asseritamente viziata dalla presenza di false attestazioni in un documento a corredo del verbale assembleare, in ragione dell’esistenza di una clausola statutaria che deferiva ad un arbitro unico la decisione riguardo le controversie sorte tra soci, o tra soci e la società, anche se promosse da amministratori o dall’organo di controllo, che avessero avuto ad oggetto diritti disponibili connessi al rapporto sociale.

Pertanto, alla luce dell’orientamento di legittimità più recente richiamato dal Tribunale genovese per cui “l’area della indisponibilità deve ritenersi circoscritta a quegli interessi protetti da norme inderogabili, la cui violazione determina una reazione dell’ordinamento svincolata da qualsiasi iniziativa di parte”, non è risultato confacente l’argomento della parte attrice che ricollegava la fattispecie dell’inserimento di false informazioni nel verbale assembleare alla violazione di norme generali poste a tutela del superiore interesse sociale.

L’impugnazione della delibera assembleare non è certamente svincolata, per sua natura, dall’iniziativa della parte interessata alla dismissione dei suoi effetti e, in secondo luogo, il verbale assembleare sottoscritto dal presidente e dal segretario dell’assemblea non è dotato di “fede privilegiata”, avendo meramente efficacia di scrittura privata e potendo, dunque, i soci far valere le sue difformità rispetto alla realtà con qualsiasi mezzo di prova.

Trib. Genova, sez. Impresa, 18 marzo 2021, n. 639

Riccardo Siligardi – r.siligardi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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