Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Quando non è il caso di fare causa (alla Banca)

Usura, errata indicazione del TAEG, ammortamento alla francese, manipolazione del tasso Euribor. Sono alcuni dei temi affrontati dal Tribunale di Padova che, con la sentenza in commento, ha respinto le contestazioni sollevate da due mutuatari, facendole cadere come tessere di un domino.

In primo luogo, il Giudice ha ricordato che la doglianza relativa alla pattuizione di interessi usurari è stata smentita dalla consulenza tecnica svolta nel corso del giudizio, che ha confermato la piena legittimità dei tassi. Anche la collegata domanda di risarcimento del danno è stata rigettata, altresì perché generica (nei suoi presupposti e nella quantificazione del danno).

Secondariamente è stato esaminato il tema dell’ammortamento alla francese, contestato da parte attrice a) perché genera anatocismo, b) perché più oneroso, c) perché non indicato nel contratto.

Prendendo posizione su tali doglianze, così è stato deciso:

  1. quanto al primo punto, il Tribunale, uniformandosi alla giurisprudenza maggioritaria, ha precisato che “il sistema di calcolo nell’ammortamento a rata fissa non genera un effetto anatocistico, perché gli interessi corrispettivi sono calcolati unicamente sulla quota di capitale ancora dovuta e per il periodo di riferimento della rata: dunque, non vi sono interessi “scaduti” che producono ulteriori interessi”. Inoltre la ratio del divieto di anatocismo deriva dalla necessità di tutelare il debitore dal pericolo di una crescita senza limiti degli interessi. “Nel contratto di mutuo, invece, la misura degli interessi corrispettivi è conoscibile con precisione ex ante e soprattutto non è esposta ad una crescita indefinita, con conseguente estraneità di ogni fenomeno anatocistico”;
  • secondo il Giudice, la maggiore onerosità del piano di ammortamento alla francese viene bilanciata dal fatto che il mutuatario conosce con esattezza l’importo della rata e ha, quindi, a disposizione un piano di ammortamento chiaro e trasparente;
  • circa la mancata indicazione del tipo di ammortamento, il Giudice del Tribunale di Padova si è fatto una domanda (e si è dato una risposta): come è possibile “affermare che il contratto non riporta l’esplicitazione del tipo di ammortamento utilizzato e, dall’altro lato, lamentare l’anatocismo derivante dal piano di ammortamento alla francese”?

È allora evidente che non sussisteva e non sussiste alcuna incertezza sul tipo di ammortamento prescelto, consistente in ammortamento alla francese o a rate costanti”.

Infine, la sentenza affronta la questione della asserita manipolazione del Tasso Euribor, osservando che alla base vi è un evidente problema di onere della prova che non è stato assolto. La presunta attività manipolativa posta in essere da alcuni Istituti di Credito (comunque da dimostrare) ha creato, sui contratti a valle, sia effetti negativi che effetti positivi, cioè rialzi ma anche ribassi dei tassi. Quindi, una volta provata l’intesa anticoncorrenziale, “il mutuatario può ottenere il risarcimento del danno patito in conseguenza della condotta illecita della banca con la quale ha stipulato il contratto di finanziamento, a condizione che tale danno sia allegato e provato”. La domanda relativa alla presunta manipolazione dei tassi Euribor è stata, pertanto, rigettata perché priva di adeguata allegazione e prova.

Le domande attoree, in conclusione, sono state quindi integralmente rigettate e i mutuatari sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Trib. Padova, 07 settembre 2021 n. 1634

Alessandra Buccolieri – a.buccolieri@lascalaw.com

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