La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il piano del consumatore non sospende il procedimento di cognizione

Accade talvolta che, in pendenza di un giudizio avente ad oggetto l’adempimento di un debito, il debitore acceda ad una delle c.d. procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, introdotte e disciplinate dalla Legge 27-01-2012, n. 3.

Occorre dunque chiedersi se, ed in che modo, tale circostanza incida sul procedimento già pendente.

Sul tema si è di recente espresso il Tribunale di Enna, nell’ambito di una controversia in cui, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, parte opponente eccepiva l’improcedibilità ovvero la sospensione ex lege del giudizio, in ragione dell’avvenuto deposito di una proposta di piano del consumatore.

La decisione, sintetica quanto efficace, muove dalla preliminare distinzione tra giurisdizione di cognizione, esecutiva e cautelare.

Osserva infatti il giudice che: “L’art. 10 comma 2°, lett. c) della Legge n. 3/2012) vieta ai creditori anteriori di avviare o proseguire “azioni esecutive e/o cautelari” individuali fino alla definitiva omologazione del piano o dell’accordo, laddove il procedimento d’ingiunzione è, com’è noto, un procedimento di cognizione sommaria di condanna (ossia un accertamento che ha lo scopo di arrivare alla formazione di un titolo mediante una cognizione sommaria) e non riveste natura cautelare (non essendo caratterizzato da una funzione strumentale rispetto ad un giudizio di merito con finalità di conservazione dei diritti che si assumono lesi)”.

È per tale ragione che, conseguentemente, l’introduzione – così come la pendenza – di una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento non può inibire al creditore di agire in sede giudiziale per precostituirsi un titolo esecutivo: “Ed invero, anche a prescindere dal fatto che nella fattispecie la procedura, incoata dall’odierna opponente ai sensi della legge n. 3/2012, si sia conclusa con esito negativo (cfr doc. 2 del fascicolo di parte opposta), la sua pendenza, come correttamente rilevato dal procuratore della Banca, non avrebbe potuto inibire al creditore di agire in sede monitoria nei confronti del debitore al fine di precostituirsi nei suoi confronti un titolo”.

Trib. Enna, 15 gennaio 2021, n. 37

Roberto Perrone – r.perrone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, l’attore affermava ...

Credito Al Consumo

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Il dibattito giurisprudenziale accesosi a seguito dell’ormai nota sentenza c.d. “Lexitor” si ...

Credito Al Consumo

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

“Dai documenti in atti ed in ragione dell'allegato al contratto di cessione prodotto la posizione...

Credito Al Consumo

X