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Leasing nautico: chi paga le spese di ormeggio, ricovero e manutenzione?

Per chi si occupa di leasing nautico è una delle domande più frequenti, soprattutto se il contratto di locazione finanziaria è stato risolto per inadempimento dell’utilizzatore e l’imbarcazione è a disposizione del concedente.

La risposta, tuttavia, non è sempre così scontata: verrebbe da dire il proprietario, ma rischieremmo di sbagliare se non tenessimo conto di alcuni precisi riferimenti normativi che disciplinano la materia e prevedono la circostanza.

Parliamo, in particolare, dell’articolo 272 del Codice della Navigazione, secondo cui “In mancanza della dichiarazione di armatore debitamente resa pubblica, armatore si presume il proprietario fino a prova contraria”, e dell’art. 271 dello stesso Codice, in forza del quale “La dichiarazione di armatore deve essere trascritta nel registro di iscrizione della nave o del galleggiante, e, per le navi maggiori, annotata sull’atto di nazionalità”.

È dunque alla dichiarazione di armatore e al fatto chela stessa sia stata trascritta nel registro di iscrizione della nave o annotata sull’atto di nazionalità, che occorre volgere lo sguardo per rispondere correttamente alla domanda.

L’art. 272 del Codice della Navigazione è rubricato, infatti, “Presunzione di armatore”: pertanto, nel caso in cui la dichiarazione di armatore non sia stata resa pubblica come previsto dall’art. 271, si presume che l’armatore sia il proprietario.

Il che dovrebbe condurci alla conclusione che le spese di ormeggio, ricovero e manutenzione siano sempre a carico del proprietario, a meno che non esista una dichiarazione di armatore a cui abbia fatto seguito la relativa formalità pubblicitaria.

Per dirla altrimenti, nel caso in cui l’imbarcazione sia concessa in leasing e la società concedente abbia provveduto a rendere pubblica la dichiarazione di armatore dell’utilizzatore, del contratto di ormeggio, ricovero e manutenzione dell’imbarcazione stipulato da quest’ultimo non risponderà il proprietario, bensì il solo utilizzatore, e ciò anche se il contratto di locazione finanziaria è stato successivamente risolto.

Paradigmatica, in tal senso, l’ordinanza n. 32783 pubblicata dalla Cassazione in data 09/11/2021, la quale, rilevata nel caso sottoposto al suo esame l’esistenza di una dichiarazione di armatore in favore dell’utilizzatrice ed accertata l’estraneità del proprietario dell’imbarcazione rispetto al contratto di ormeggio, ricovero e manutenzione stipulato dal solo armatore, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal cantiere nautico.

Questa, dunque, la risposta della Cassazione, della quale occorrerà tener conto se sarà necessario recuperare presso un cantiere nautico, con il quale l’armatore/utilizzatore ha stipulato un contratto di ormeggio, ricovero e manutenzione, l’imbarcazione concessagli in locazione in forza di leasing successivamente risolto.

Cass., Ord., Sez. VI, 09 novembre 2021, n. 32783 

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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