Chi è onerato della prova non usi gli scalari

La deroga all’art. 1957 c.c. operata nella fideiussione a prima richiesta

Nella fideiussione c.d. a prima richiesta non vi è estinzione se il creditore, entro il termine previsto dall’art. 1957 c.c., ossia entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione garantita, ha avanzato una semplice richiesta di pagamento stragiudiziale. In tal caso non è necessario che entro il predetto termine sia proposta una domanda giudiziale, purché questa sia poi effettivamente proposta entro un termine ragionevole.

Così si è espressa, in una recentissima sentenza, la Corte d’Appello di Milano la quale, dopo aver richiamato il consolidato principio per cui la riproduzione dello schema ABI nel contratto fideiussorio non produce la nullità totale del contratto ma esclusivamente la nullità delle clausole che costituiscono l’applicazione dell’intesa anticoncorrenziale, ha escluso la decadenza della Banca dal diritto di pretendere l’adempimento dell’obbligazione garantita, stante l’espressa deroga prevista dalle parti all’art. 1957 c.c.

Nel caso di specie l’appellante ha riproposto in sede di gravame l’eccezione, già sollevata in primo grado, di nullità totale della fideiussione per violazione della normativa antitrust. Il medesimo ha insistito in particolare per la dichiarazione di nullità dell’art. 6 del contratto con il quale le parti avevano derogato alla disciplina dell’art. 1957 c.c., chiedendo conseguentemente la dichiarazione di estinzione di ogni obbligazione fideiussoria gravante sullo stesso in favore della Banca la quale non aveva, nel termine di sei mesi, proposto azioni giudiziarie, ma avanzato semplice richiesta stragiudiziale di pagamento.

La Corte meneghina ha rigettato il gravame proposto, confermando la sentenza di primo grado.

I Giudici hanno, infatti, riconosciuto la natura a prima richiesta della fideiussione, data dall’art. 7 del contratto il quale prevede che: “il fideiussore è tenuto a pagare immediatamente alla Banca, a semplice richiesta scritta, quanto dovutole per capitale, interessi, spese, tasse ed ogni altro accessorio”. La Corte ha quindi ricordato il carattere disponibile dell’art. 1957 c.c. il quale può essere liberamente derogato dalle parti, come di fatto avvenuto nel caso di specie. “In tal caso” ha affermato la Corte “la fideiussione non si estingue se il creditore, entro il termine previsto dall’art. 1957 c.c., cioè entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione garantita, ha avanzato una semplice richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che, entro il termine suddetto, sia proposta una domanda giudiziale, purché questa sia poi effettivamente proposta entro un termine ragionevole”.

Nell’affermare ciò la Corte d’Appello ha richiamato la consolidata giurisprudenza di legittimità sul punto, citando in particolare la sentenza della Suprema Corte, sez. III, 29 ottobre 2008, n. 13078, ove si afferma “(…) questa corte ha anche chiarito che la clausola con cui il creditore si impegni a soddisfare il creditore “a semplice richiesta” o entro un tempo predeterminato, può essere interpretata come deroga pattizia alla forma con cui l’onere di avanzare istanza entro il termine di cui all’art. 1957 c.c., deve essere osservato (vale a dire con la proposizione di un’azione giudiziaria), nel senso che l’osservanza dell’onere di cui alla citata disposizione può essere considerato soddisfatto dalla stessa richiesta di pagamento formulata dal creditore al fideiussore, prescindendo dalla proposizione di un’azione giudiziaria”.

Corte d’App. Milano, 18 marzo 2021, n. 890

Giulia Serra – g.serra@lascalaw.com

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