L’informativa nel contratto

Interest Rate Swap: mancata indicazione dei criteri di calcolo del Mark to Market

Con la sentenza in commento, resa all’esito di un giudizio patrocinato dallo Studio, il Tribunale di Milano torna sul tema della validità dei contratti di Interest Rate Swap.

Nello specifico, l’oggetto della vertenza era costituito da un contratto derivato stipulato dalla società attrice a copertura del rischio di rialzo del tasso di interesse variabile al quale era indicizzato un contratto di leasing immobiliare.

Con l’atto introduttivo del giudizio, la società attrice demandava al Giudice meneghino una pronuncia che accertasse:

  • la nullità del contratto di IRS siccome negoziato fuori dai locali commerciali della Banca senza l’indicazione della facoltà di recesso dell’investitore ai sensi dell’art. 30, co. 6 e 7, TUF;
  • la nullità del contratto per indeterminatezza dell’oggetto ovvero per mancanza di causa in ragione della mancata esplicitazione dei criteri di determinazione del Mark to Market;
  • la nullità del contratto per mancanza della causa in concreto;
  • in subordine: la risoluzione del contratto di acquisto del derivato siccome inappropriato rispetto alle conoscenze in strumenti finanziari in capo alla società attrice.

La domanda è stata respinta dal Tribunale a seguito di istruzione della causa.

In particolare, con riguardo alla domanda di nullità del contratto di acquisto dell’IRS concluso tra le parti ai sensi dell’art. 30, comma 7, TUF è stata compiuta istruttoria orale sulla circostanza di fatto allegata dalla società attrice (specificamente contestata dalla Banca convenuta), di conclusione dell’operazione al di fuori dei locali commerciali della convenuta.

I testi chiamati a deporre hanno confermato che la conclusione dei contratti è avvenuta presso la Filiale della Banca mentre la parte attrice non ha provato la circostanza contraria, con conseguente inapplicabilità della disciplina di tutela prevista dall’art. 30 TUF.

La domanda di dichiarazione di nullità del contratto di acquisto dell’IRS e la domanda restitutoria consequenziale, pertanto, sono state ritenute infondate.

Allo stesso modo, è stata respinta la domanda di nullità dell’IRS per indeterminatezza dell’oggetto ovvero per mancata specificazione della formula matematica utilizzata per la determinazione del Mark to Market nel contratto.

Il Giudice, a prescindere da ogni valutazione in punto di correttezza della qualificazione del MtM come oggetto del contratto derivato, ha rilevato come la sua espressa determinazione al momento dell’acquisto del derivato consentisse di ritenere validamente stipulato il contratto a norma dell’art. 1346 c.c., risultando irrilevante la determinabilità astratta di tale valore alla luce della sua oggettiva determinazione.

Sul punto, inoltre, è stato rilevato come l’attrice non abbia tempestivamente e specificamente allegato che l’indicazione del MtM compiuta in contratto fosse inesatta per alcuna ragione, circostanza che ha escluso in radice la necessità di compiere alcun approfondimento istruttorio sul punto, che alla luce delle allegazioni attoree avrebbe avuto carattere meramente esplorativo.

Quanto alla domanda di nullità per mancanza di causa in concreto per assenza della funzione di copertura sottesa alla stipula, il Giudice, sulla scorta della CTU espletata, ha ritenuto che, sebbene non vi fosse una perfetta coincidenza tra i due tassi, la struttura dello strumento finanziario non ha in concreto subito alcun riflesso confermandosi a copertura dal rischio di rialzo del tasso di indicizzazione dei canoni di leasing, alla luce del sostanziale allineamento tra i due valori.

In altri termini, la considerazione di due tassi di indicizzazione differenti non ha alterato l’elevata correlazione tra il leasing ed il derivato, in ragione del fatto che l’andamento dei tassi nel periodo di riferimento ha avuto uno scostamento medio trascurabile.

Inoltre, la scelta dell’Euribor 1 mese, quale tasso di riferimento per il derivato, ha consentito alla società di ottenere, nella combinazione con il contratto di leasing, un tasso fisso inferiore a quello che sarebbe derivato dall’uso come tasso parametro del derivato dell’Euribor 3 mesi.

Ad ultimo, il Tribunale ha respinto la domanda di nullità per assenza di aleatorietà razionale nel contratto derivante dalla mancata conoscenza di tutti gli elementi idonei alla comprensione del contenuto contrattuale.

Invero entrambe le parti hanno documentato l’indicazione, nella proposta di contratto IRS, del valore teorico dei derivati al momento della stipulazione del contratto, il costo di copertura, il margine dell’intermediario, l’esborso ed introito massimo derivanti dal contratto e la stessa attrice ha allegato in citazione di aver ricevuto la curva di andamento attesa del tasso di riferimento del derivato; la Banca ha altresì documentato le informazioni fornite sulle formule utilizzate per il calcolo del tasso parametro per la banca e per il cliente, oltre a fornire informativa divulgativa di semplice comprensione per illustrare il meccanismo di funzionamento dello strumento derivato comprensiva di informativa storica sull’andamento dell’Euribor 3 mesi.

Avendo fornito all’investitore un’informativa chiara ed esaustiva sull’oggetto effettivo del contratto di IRS, la Banca si è attenuta ai precetti, dettati dalla più recente e rigorosa giurisprudenza di legittimità, volti a consentire la piena comprensione del rischio assunto con la stipulazione dei contratti di derivati (nella specie, Cass. Sez. Unite 8770/2020).

Trib. Milano, 24 gennaio 2022, n. 494

Federica Mendolia – f.mendolia@lascalaw.com

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