La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il consumatore disconosce il contratto? È inammissibile!

Il Tribunale di Lamezia Terme statuisce che il disconoscimento della scrittura privata è inammissibile se risulta inconciliabile con il comportamento tenuto dal consumatore prima del giudizio.

Nel caso di specie, solo in sede di opposizione, il consumatore disconosceva le firme apposte sul contratto di finanziamento.

La Banca convenuta contestava la difesa avversarie rilevando come il disconoscimento fosse inefficace poiché contrario alla condotta tenuta dell’opponente in corso di rapporto.

Infatti, il consumatore opponente: i) non aveva contestato l’erogazione del credito; ii) aveva pagato alcune rate del finanziamento; iii) aveva consegnato alla società erogante copia di documenti personali (carta identità, codice fiscale).

Il Giudice, in sede di decisione, aderisce integralmente alla difesa della Banca creditrice affermando quando segue: “il disconoscimento formulato dall’opponente nell’atto di citazione, delle sottoscrizioni in calce al contratto oggetto del giudizio è inammissibile, inquanto incompatibile con il comportamento tenuto dallo stesso durante l’esecuzione del finanziamento. Invero non risulta che l’opponente abbia mai contestato l’avvenuta erogazione delle somme per cui è finanziamento e i pagamenti effettuati (36 rate), né mai prima dell’azione intrapresa dalla banca, ha sconfessato la firma apposta sui documenti”.

A supporto di tale interpretazione, il Tribunale cita la costante giurisprudenza che si è espressa in casi analoghi: “E’ pacifico per costante giurisprudenza di legittimità che,” la parte che abbia, tacitamente, riconosciuto, prima del giudizio, una scrittura privata a lei riconducibile, non può successivamente disconoscerla, senza, che, ove ciò avvenga in spregio ad elementari principi di correttezza e buona fede, la controparte sia tenuta a chiedere la verificazione” (ex multis Cass. 10849/2012). L’estraneità affermata dall’apponente in ordine al contratto di finanziamento, risulta altresì smentita dai documenti depositati da parte opposta, a riprova del fatto che il contratto di finanziamento sia stato effettivamente sottoscritto dall’opponente, vale a dire, copia carta di identità, codice fiscale e dichiarazione dei redditi, poi fatti pervenire alla cessionaria. Documentazione che stante la natura strettamente personale, si può ragionevolmente presumere, in mancanza di allegazione e prova contraria, che sia stata consegnata da …”.

La pronuncia in commento, dunque, conferma il principio di diritto secondo cui l’esecuzione del finanziamento (seppur parziale) preclude al consumatore di disconoscere le firme apposte al contratto, poiché il comportamento tenuto prima del giudizio non può passare inosservato in sede giudiziale.

Trib. Lamezia Terme, 6 settembre 2021, n. 564

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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