Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Principi in tema di usura e parametro Euribor

La pronuncia in commento offre una breve disamina sulle questioni dibattute in relazione ad un contratto di mutuo, in particolare:

1) i presupposti per l’accertamento dell’usura degli interessi di mora;

2) i presupposti per l’accertamento della nullità del parametro Euribor per la dedotta violazione della normativa antitrust.

Ebbene, sulla prima questione, gli attori lamentavano l’usurarietà del contratto di mutuo da loro sottoscritto “in quanto il Tasso complessivo superava il tasso soglia ab origine”.

Si legge in sentenza sul punto: “Come è noto, le SU della Cassazione hanno precisato che gli interessi moratori sono rilevanti e vanno tenuti in conto ai fini del controllo di usurarietà del contratto. Tale pronuncia, tuttavia, ha definitivamente chiarito che, in virtù del principio di simmetria, gli interessi di mora non vanno sommati a quelli corrispettivi, ma vanno autonomamente considerati e confrontati con il TEGM dei corrispettivi aumentato della maggiorazione media eventualmente indicata nei decreti ministeriali”.

Dunque, proseguiva la sentenza “il parametro di riferimento per valutare la legittimità degli interessi di mora non può essere il cd. TEMO, ma solo il tasso nominale di mora che va confrontato, tra l’altro, con la soglia prevista per i corrispettivi, aumentata della percentuale media degli interessi moratori prevista dal decreto ministeriale”.

In sintesi, il Tribunale, nel richiamare i principi di diritto delle Sezioni Unite, ravvisava che “nel caso in esame risulta evidente che le condizioni pattuite non hanno mai determinato il superamento delle soglie di legge” ed infine, rimarcava “come la stessa pronuncia delle SU abbia già chiarito che l’eventuale superamento della soglia di legge da parte degli interessi moratori non determina l’applicazione dell’art. 1815 co II anche ai corrispettivi, che continuano ad essere dovuti”.

Mentre sulla seconda questione, gli attori deducevano che il contratto di mutuo fosse parzialmente nullo per il rinvio all’indice Euribor.

Difatti, è noto il dibattito che, in dottrina e giurisprudenza, ha fatto seguito alle decisioni della Commissione Europea del 4 dicembre 2013 e del 7 dicembre 2016.

Da qui l’insorgere di un ampio contenzioso, tra clienti e istituti di credito, relativo ai contratti di finanziamento con tasso variabile contenenti clausola contemplante quale parametro per la determinazione del tasso variabile, per l’appunto, l’Euribor.

In questo dibattito, si inserisce la decisione in commento del Tribunale di Napoli che sul punto ha ritenuto: “Assolutamente non condivisibile l’idea che il contratto sarebbe parzialmente nullo per il rinvio all’indice Euribor. Anche da questo punto di vista il sottoscritto ritiene di aderire all’orientamento per il quale gli interessi sono sufficientemente determinati mediante il rinvio all’Euribor, trattandosi di un indice ufficiale, regolarmente e costantemente indicato in tutti i mercati regolamentati dell’UE e in assenza di accertamenti definitivi della sua illegittimità”.

Dunque, proseguiva la sentenza: “trattandosi di un parametro costantemente applicato in tutto il mercato unico europeo, il rinvio a tale parametro consente certamente al mutuatario di avere sufficiente conoscenza del tasso di interesse e del suo costante andamento”.

In sintesi, il Tribunale di Napoli, evidenziava la legittimità del contratto debitamente sottoscritto contenente la modalità di determinazione degli interessi tramite indice Euribor, in quanto il rinvio ad un sistema di rilevazione esterno, di per sé non costituisce vizio inficiante la determinabilità dell’oggetto contrattuale.

Sulla base di tali premesse, il Giudice –ritenuta la piena validità del contratto stipulato– respingeva la domanda dei mutuatari con contestuale condanna alla refusione delle spese di lite.

Trib. Napoli, 12 gennaio 2022, n. 309

Angela Iadanza – a.iadanza@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Il Tribunale di Napoli è recentemente intervenuto con la pronuncia in commento chiarendo che, nel ...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

La valida stipula del contratto non esige la sottoscrizione del documento contrattuale da parte del...

Contratti Bancari

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Il Tribunale di Prato ha affrontato in una recente pronuncia il tema della c.d. Sim Swap ...

Contratti Bancari

X