Credito Al Consumo

Difetto di prova idonea? No alla revoca del decreto ingiuntivo opposto

E’ quanto di recente espresso dal Tribunale di Milano, chiamato a statuire nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso da un consumatore nei confronti di una delle società Clienti dello Studio.

In particolare, in via preliminare, il Giudice ha evidenziato che “in tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, ed eguale criterio di riparto dell’onere della prova deve ritenersi applicabile al caso in cui il debitore convenuto per l’adempimento, la risoluzione o il risarcimento del danno si avvalga dell’eccezione di inadempimento ex art. 1460 (risultando, in tal caso, invertiti i ruoli delle parti in lite, poiché il debitore eccipiente si limiterà ad allegare l’altrui inadempimento, ed il creditore agente dovrà dimostrare il proprio adempimento, ovvero la non ancora intervenuta scadenza dell’obbligazione). Anche nel caso in cui sia dedotto non l’inadempimento dell’inadempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento (per violazione di doveri accessori, come quello di informazione, ovvero per mancata osservanza dell’obbligo di diligenza, o per difformità quantitative o qualitative dei beni), gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento.

Nel caso di specie – ha precisato il Tribunale – la società creditrice ha allegato e documentato il proprio diritto di credito mentre la debitrice opponente ha dedotto generiche circostanze non suffragate da idonea documentazione circa la sussistenza di circostanze impeditive o estintivo tali da giustificare la revoca del decreto ingiuntivo opposto o comunque la sussistenza di un minor credito vantato dall’opposta”.

Peraltro, “le eccezioni formulate dalla parte opponente risultano oltremodo generiche, con richiami giurisprudenziali inerenti alla prova del credito che però non risultano tali da superare l’onere di specifica contestazione ex art. 115 c.p.c.” e “la documentazione prodotta dall’opposta, non disconosciuta dalla parte opponente in sede di atto introduttivo, appare ampiamente provare la sussistenza del credito azionato”.

Il tutto non senza dimenticare che “in tema di pagamento del credito occorre richiamare la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo cuiIl creditore che agisce per il pagamento ha l’onere di provare il titolo del suo autore, non anche il mancato pagamento, giacché il pagamento integra un fatto estintivo, la cui prova incombe al debitore che l’eccepisca. L’onere della prova torna a gravare sul creditore il quale, di fronte alla comprovata esistenza di un pagamento avente efficacia estintiva, ossia puntualmente eseguito con riferimento a un determinato credito, controdeduca che il pagamento deve imputarsi ad un credito diverso da quello indicato dal debitore, fermo restando che, in caso di crediti di natura omogenea, la facoltà del debitore di indicare a quale debito debba imputarsi il pagamento va esercitata e si consuma all’atto del pagamento stesso, sicché una successiva dichiarazione di imputazione, fatta dal debitore senza l’adesione del creditore, è giuridicamente inefficace (cfr. Cass. Sez. 2, Sentenza n. 19527 del 09/11/2012)”; inoltre “Il creditore, che agisca per il pagamento di un suo credito è tenuto unicamente a fornire la prova del rapporto o del titolo dal quale deriva il suo diritto e non anche a provare il mancato pagamento, poiché il pagamento integra un fatto estintivo, la cui prova incombe al debitore che l’eccepisca; soltanto di fronte alla comprovata esistenza di un pagamento avente efficacia estintiva (cioè puntualmente eseguito con riferimento ad un determinato credito) l’onere della prova viene nuovamente a gravare sul creditore, il quale controdeduca che il pagamento deve imputarsi ad un credito diverso o più antico”. (cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 20288 del 04/10/2011).

Sulla scorta delle suesposte considerazioni, il Giudicante ha quindi concluso per il rigetto dell’opposizione, con conseguente definitiva esecutività del decreto ingiuntivo opposto.

Tribunale di Milano, 12 gennaio 2017, n. 739 

Alessandra Palermoa.palermo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Il Tribunale di Lecce chiarisce alcuni aspetti in punto di decadenza dal beneficio del termine e amm...

Credito Al Consumo

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Il Tribunale di Cassino, con una recentissima ordinanza, si è allineato a quella Giurisprudenza ch...

Credito Al Consumo

La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il Tribunale di Catania offre degli spunti interessanti in tema di onere della prova e usura, chiare...

Credito Al Consumo

X