A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Difensore avvisato…ricorso rigettato

La Corte di Cassazione ha sancito che la tentata iscrizione a ruolo telematica, nonostante la preventiva comunicazione del blocco dei servizi informatici, non legittima la rimessione in termini.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello di L’Aquila aveva dichiarato improcedibile il gravame per mancata costituzione della ricorrente nei termini di cui agli artt. 347 e 165 c.p.c.

Infatti, il difensore dell’appellante non aveva provveduto all’iscrizione a ruolo cartacea nei termini, nonostante fosse stato tempestivamente comunicato il preavviso del disservizio delle procedure telematiche e nonostante il tentativo di iscrizione a ruolo telematica non fosse andato a buon fine.

La Suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione della Corte Territoriale aquilana e ha rigettato l’istanza della ricorrente, ribadendo che la tardiva iscrizione a ruolo non era conseguenza diretta ed esclusiva di un fattore imprevedibile, estraneo alla volontà della parte, bensì frutto da una libera opzione del difensore della ricorrente.

La pronuncia si basa sul principio consolidato a mente del quale “l’istituto della rimessione in termini, previsto dall’art. 153 c.p.c., comma 2, come novellato dalla L. n. 69 del 2009 – il quale opera anche con riguardo al termine per proporre impugnazione – richiede la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte, perché cagionata da un fattore estraneo alla sua volontà (Cass., SU, n. 32725/18; n. 21304/19).”

Nella fattispecie in esame, la Corte di Cassazione ha ritenuto che l’inosservanza del termine per la costituzione in giudizio non sia stato cagionato da un fattore estraneo alla volontà della parte, bensì, sia da ascrivere alla condotta del difensore della ricorrente il quale, pur essendo a conoscenza nei tempi del disservizio telematico e pur nell’ incertezza della data di ripresa dei servizi, ha deciso di optare per una tardiva costituzione cartacea, anziché di provvedervi nell’ultimo giorno utile, nell’erroneo convincimento che il perdurante blocco dei servizi telematici avrebbe legittimato la rimessione in termini.

Cass., Sez. I, Ord., 27 aprile 2020, n. 8217

Valeria Misticoni – v.misticoni@lascalaw.com

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