Diritto Processuale Civile

Dies a quo per la costituzione in giudizio dell’appellante

Cass., Sez. III, 29 gennaio 2016, n. 1663 (leggi la sentenza)

La Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 1663 del 29 gennaio 2016,  torna sul delicato e discusso tema della scissione fra i due momenti di perfezionamento della notifica di un atto giudiziario.

In particolare, nel caso de quo, il ricorrente in Cassazione si lamentava della dichiarazione di improcedibilità dell’appello resa dalla Corte territoriale a causa della sua asserita tardiva costituzione in giudizio, avvenuta oltre il termine di dieci giorni dalla notifica dell’atto alla controparte.

Nel caso in esame, tuttavia,  tale termine era stato fatto decorrere non dalla data di perfezionamento della notifica all’appellato, bensì da quando l’atto era stato consegnato all’Ufficiale Giudiziario.

Così facendo la Corte d’Appello ha applicato il ben noto principio della distinzione dei momenti di perfezionamento della notifica per chi la esegue e per il destinatario dell’atto, ma in una ipotesi in cui questa comporta un effetto negativo per il notificante, in contrasto quindi con il dettato normativo e con il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità.

Come rilevato dalla Suprema Corte, infatti, il giudice del gravame ha omesso di considerare che il momento di consegna dell’atto all’Ufficiale Giudiziario rileva soltanto ai fini della tempestività dell’impugnazione, mentre per verificare la costituzione in giudizio della parte nei termini di legge, il dies a quo è da individuarsi nel momento in cui si ha il perfezionamento della notifica all’appellato.

Ciò nel solco della ratio che ha originato la scissione stessa, nata per assicurare un favor al soggetto notificante; ed infatti, qualora il termine iniziale fosse individuato nel momento della consegna all’Ufficiale Giudiziario si avrebbe un innegabile inasprimento degli oneri posti in capo al notificante, in particolare per quanto concerne il restringimento dei termini per la sua costituzione in giudizio.

Secondo il ragionamento della Suprema Corte, quindi, proprio perché la scissione del momento perfezionativo della notifica è nata per  favorire il notificante, non può tradursi in un aggravio nei suoi confronti, cosicché il termine per la sua costituzione in giudizio decorre dal successivo perfezionamento della notifica.

23 febbraio 2016

Chiara Gennaroc.gennaro@lascalaw.com

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