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Dichiarazione di fallimento e soglia minima di indebitamento

In sede di opposizione alla dichiarazione di fallimento, al fine di accertare il superamento della soglia di indebitamento, è consentito il ricorso ad elementi diversi da quelli in base ai quali è stato dichiarato il fallimento, purché si tratti di elementi anteriori alla pronuncia stessa.

Nel caso in esame, la Corte d’Appello di Bari rigettava il reclamo proposto dal titolare di una ditta individuale avverso la sentenza con cui il Tribunale di Trani aveva dichiarato il fallimento del reclamante il quale, in seguito al rigetto, proponeva ricorso per cassazione.

A sostegno dell’impugnazione, il ricorrente censurava la sentenza impugnata per aver valutato il superamento della soglia di fallibilità in base alle risultanze dello stato passivo, anziché in base all’istruttoria pre-fallimentare.

Inoltre, il soggetto dichiarato fallito sosteneva che la Corte di merito avesse confermato la sussistenza dello stato d’insolvenza  sulla base del mero mancato pagamento dei crediti fatti valere dagli istanti e della sua impossidenza, nonostante l’assenza di ulteriori indizi e l’avvenuta cessazione dell’attività della ditta da circa due anni.

Nel motivare la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte dapprima precisava come l’articolo 15, ultimo comma, legge fall. preveda espressamente che il superamento dell’ammontare minimo dei debiti scaduti e non pagati al quale è subordinata la dichiarazione di fallimento debba risultare dagli atti dell’istruttoria prefallimentare, escludendo la possibilità di avvalersi di accertamenti successivi effettuati in sede di verifica dello stato passivo.

Chiarito quanto sopra, gli Ermellini statuivano che, in sede di opposizione alla dichiarazione di fallimento, è consentito il ricorso ad elementi diversi da quelli in base ai quali viene dichiarato il fallimento, purché si tratti di elementi anteriori alla pronuncia stessa, anche se conosciuti successivamente.

Infatti, l’utilizzabilità delle risultanze non contestate dello stato passivo quale elemento di prova a sostegno dell’avvenuto superamento della soglia minima d’indebitamento è stata più volte ribadita dalla giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass., Sez. 1, 27 maggio 2015, n 10952; 4 maggio 2011, 9760; 6 settembre 2006, n. 19141).

Alla luce di tale interpretazione, ritenendo che il fallimento in questione fosse stato dichiarato sulla base di circostanze successive all’istruttoria pre-fallimentare, la Corte di Cassazione cassava la sentenza impugnata, con il conseguente rinvio della causa alla Corte d’Appello di Bari.

Cass., VI Sez., 19 luglio 2016, n. 14727 

Davide Manzod.manzo@lascalaw.com

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