Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Dichiarazione di fallimento e notifica a mezzo pec

Ai fini della notifica telematica del ricorso per la dichiarazione di fallimento occorre aver riguardo alla sequenza procedimentale stabilita dalla legge e, quindi, dal lato del mittente, alla ricevuta di accettazione, e, dal lato del destinatario, alla ricevuta di avvenuta consegna

Cassazione civile sez. VI  del 6 luglio 2016 n. 13817

Così statuisce la Corte di Cassazione con riferimento all’art. 15, 3° comma l.f., nella parte in cui disciplina la notifica al debitore a mezzo pec del ricorso per la dichiarazione e del decreto di fissazione udienza.

Si ricorda ai lettori che l’art. 15 l.f. è stato sottoposta ad una modifica nel corso del 2012. Tale norma, che disciplina il procedimento per la dichiarazione di fallimento, prevede oggi uno specifico iter per la notifica al debitore del ricorso per la dichiarazione di fallimento e del decreto di convocazione delle parti.

In primo luogo, la notifica dei predetti atti spetta alla cancelleria la quale deve inoltrare il ricorso e il decreto all’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore risultante dal registro delle imprese ovvero dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti. Dell’esito di tale notifica, il cancelliere deve dare notizia al ricorrente mediante comunicazione inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata. Quando la notificazione, effettuata a cura della cancelleria, non risulta possibile o non ha esito positivo, spetterà al ricorrente provvedere alla notifica del ricorso e del decreto presso la sede risultante dal registro delle imprese e, infine, nel caso in cui la notificazione non possa essere compiuta neppure con queste modalità, si procederà con il deposito dell’atto nella casa comunale della sede che risulta iscritta nel registro delle imprese.

Ma quando si perfeziona la notifica telematica del ricorso?

La Corte di Cassazione, richiamando una precedente sentenza del 2015 ( Cass. n. 22352/2015), ha affermato che, ai fini del perfezionamento della notifica telematica del ricorso prevista dall’art. 15, 3° comma, l.f., è necessario aver riguardo unicamente alla sequenza procedimentale stabilita dalla legge e, quindi, dal lato del mittente alla ricevuta di accettazione e, dal lato del destinatario, alla ricevuta di avvenuta consegna.

La ricevuta di accettazione prova l’avvenuta spedizione di un messaggio di posta elettronica certificata, mentre la ricevuta di avvenuta consegna dimostra che il messaggio di posta elettronica certificata è pervenuto all’indirizzo elettronico dichiarato dal destinatario e certifica il momento dell’avvenuta consegna tramite l’inoltro di una comunicazione di ricevuta al mittente.

Non rileva ai fini della notifica la mancata apertura della comunicazione da parte del debitore, in quanto, prosegue la Corte, è onere della parte che eserciti l’attività di impresa munirsi di un indirizzo pec e assicurarsi che la propria casella di posta elettronica certificata funzioni correttamente, anche facendosi assistere, se necessario, da persone esperte nel settore.

Giulia Camilli g.camilli@lascalaw.com

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