Crisi e procedure concorsuali

Dichiarazione di fallimento in assenza di notifica- Trib. Milano, 1° dicembre 2011)

Nell’ambito di un procedimento avente ad oggetto la declaratoria di fallimento di una società a responsabilità limitata il Tribunale di Milano, in data 1° dicembre 2012, ha emesso una interessante sentenza  in tema di notifica dell’istanza di fallimento e del decreto di fissazione dell’udienza al fallendo.

Nel dettaglio: il nostro Studio, ricevuto l’incarico di presentare l’istanza di fallimento nei confronti di una società milanese, ha  tentato, invano, di eseguire la notifica ex art. 145 c.p.c. presso la sede legale della società debitrice, stante l’avvenuto trasferimento della stessa.

Pertanto, in un primo momento, si è cercato di notificare la domanda e il decreto al legale rappresentante, cittadino rumeno, presso il suo domicilio, che, peraltro, coincideva con la sede legale della fallenda.

Stante l’esito negativo anche di tale tentativo, lo Studio ha effettuato delle ricerche sul legale rappresentante al fine di individuare  un altro luogo in cui esperire la notifica. Purtroppo non è stato possibile individuare altri elementi oltre  la data di nascita e il codice  fiscale italiano.

In tale panorama deve aggiungersi il rifiuto opposto dall’ufficiale giudiziario che ha ritenuto di non eseguire la notifica ex art. 143, comma 2, c.p.c. (ai sensi del quale se non sono noti né il luogo dell’ultima residenza né quello di nascita della persona alla quale va notificata copia dell’atto, l’ufficiale giudiziario la consegna al pubblico ministero), essendo, a suo avviso, necessario che il notificante effettuasse ulteriori ricerche al fine di procedere con altre modalità di notifica.

Il Tribunale di Milano (riunito in persona dei giudici dott. Vitiello, dott.ssa Macchi e dott.ssa Mammone), richiamando un orientamento recentemente espresso dalla Suprema Corte (cfr. Cass. 3062/2011; 32/08) secondo il quale “il rispetto del diritto di difesa va assicurato compatibilmente con le esigenze di speditezza ed operatività cui deve essere improntato il procedimento concorsuale”, ha introdotto un’importante novità nel panorama giurisprudenziale.

I giudici hanno, infatti, dichiarato il fallimento della società, pur in assenza della notifica dell’istanza e del pedissequo decreto alla debitrice poiché, nella fattispecie concreta, si era in presenza di una “situazione di oggettiva irreperibilità dell’imprenditore imputabile a sua volontaria condotta […], deve ritenersi assolto da parte dei creditori l’onere di dispiegare con diligenza ogni ragionevole tentativo volto a determinare l’instaurazione del contraddittorio”.

(Martina Pedrazzoli – m.pedrazzoli@lascalaw.com)

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