Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Dichiarazione del terzo: quando è positiva?

La dichiarazione con cui il terzo pignorato ammette la sussistenza di un suo debito nei confronti del debitore esecutato se pur gravato da precedenti pignoramenti deve essere considerata positiva.

La decisione della Corte di legittimità trae origine da una vicenda in cui un creditore pignorava i debiti della società debitrice presso l’istituto di credito tesoriere. Quest’ultimo rendeva la dichiarazione di quantità ex art. 547 c.p.c. affermando che pur sussistendo un’ingente somma sul conto di titolarità della debitrice esecutata, questa risultava integralmente vincolata per precedenti pignoramenti. Sulla base della dichiarazione del terzo erroneamente ritenuta negativa, il giudice dell’esecuzione dichiarava l’improcedibilità. Il creditore proponeva, così, opposizione agli atti esecutivi che veniva rigettata dal Tribunale di Napoli.

La Corte suprema ha ritenuto il ricorso fondato asserendo che “la dichiarazione con la quale il terzo pignorato ammette la sussistenza di un suo debito nei confronti del debitore esecutato, anche se con riguardo allo stesso abbia già ricevuto la notificazione di precedenti pignoramenti, va senz’altro qualificata come dichiarazione di quantità positiva”. Infatti, l’art. 547 c.p.c. impone al terzo di indicare i precedenti gravami, ma spetta al giudice dell’esecuzione disporre l’eventuale riunione delle procedure esecutive al fine di provvedere alla distribuzione tra i vari creditori delle somme disponibili.

Inoltre, nel caso di specie, la decisione del giudice dell’esecuzione non motivava in alcun modo in ordine al giudizio di negatività, limitandosi ad affermare la sussistenza di precedenti pignoramenti: onere del giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 547 c.p.c., è quello di chiedere al terzo di indicare i precedenti gravami aventi ad oggetto le medesime somme, onde verificare se gli stessi hanno eventualmente già dato luogo ad assegnazioni alla data del pignoramento.

In conclusione, la Corte di legittimità ha disposto l’accoglimento dell’opposizione e l’annullamento del provvedimento opposto rilevando che la dichiarazione di quantità era positiva e non era dunque giustificata la dichiarazione di improcedibilità dell’esecuzione.

Cass. civ., sez. III, ord., 27 luglio 2021, n. 21514

Mariangela Sampogna – m.sampogna@lascalaw.com

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