European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

“Il destino dell’Italia è quello dell’Europa”: verso un Testo Unico della Finanza Europeo?

Il destino dell’Italia è quello dell’Europa”.

Con questa frase emblematica, rinvenibile dallo studio condotto da Consob e Banca d’Italia e pubblicato da quest’ultima il 17 settembre 2019 nel “Quaderno di Ricerca Giuridica n. 86” recante “A 20 anni dal TUF (1998-2018): verso la disciplina della Capital Market Union?” (il “Quaderno”), è possibile intuire quale sarà il futuro della legislazione in materia di mercati di capitali.

In particolare, nel Quaderno viene tracciato un bilancio complessivo, in chiave storica, dalla promulgazione del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58) ai nostri giorni, approfondendo gli aspetti più significativi e attuali della disciplina: dall’attività non bancaria svolta dalle banche – anche alla luce del nuovo contesto europeo rappresentato dal Meccanismo Unico di Vigilanza – alla trasparenza e correttezza nei mercati finanziari e ai profili (interno, della composizione e funzione degli organi sociali, ed esterno, dei rapporti con gli azionisti e degli altri stakeholder) sotto cui può essere riguardata la governance di intermediari ed emittenti.

Nello specifico, nel Quaderno vengono raccolti i contributi, le relazioni e gli interventi tenuti in occasione del convegnoA 20 anni dal TUF (1998-2018): verso la disciplina della Capital Market Union?” organizzato il 6 novembre 2018 dalle Avvocature della Banca d’Italia e della Consob a Roma, dove si è affrontato il problema se la disciplina recata dal TUF sia ancora attuale o se non sia, invece, giunto il momento di iniziare a ragionare su di un c.d. “Testo Unico della Finanza Europeo”, anche in virtù delle iniziative di recente assunte dalla Commissione europea.

Infatti, sebbene la promulgazione del TUF sia stata l’occasione per riunire in un unico corpo normativo disposizioni sparse in diverse e numerose sedi legislative in materia di intermediari e mercati finanziari, nel 2011, con l’istituzione delle c.d. “ESAs” (acronimo con cui si definiscono congiuntamente le Autorità di vigilanza europee: “EBA”, “EIOPA” ed “ESMA”) la situazione è mutata radicalmente: un sempre maggior peso è andata acquistando la disciplina dell’Unione europea direttamente applicabile, rispetto a quella nazionale.

Proprio sul terreno della legislazione in materia bancaria e finanziaria si registra in modo evidente l’integrazione fra i sistemi giuridici nazionali in un sistema unitario di regole, amministrate congiuntamente da Autorità nazionali ed europee, sotto il controllo di organi giurisdizionali anch’essi europei e nazionali.

Il livello di unificazione del diritto garantisce certezza delle regole per chi investe, per chi lavora e per chi produce, superando le barriere nazionali, secondo lo spirito delle libertà fondamentali dei Trattati europei. In tale contesto, “interventi normativi su singole giurisdizioni che possano segmentare il mercato unico rappresentano passi indietro in grado di influenzare negativamente investimenti e circolazione dei capitali”.

Il ruolo delle ESAs, infatti, è proprio quello di evitare, tramite l’armonizzazione massima, la competition in laxity tra Stati membri, con pericolosi arbitraggi normativi e di assicurare, per tale via, la stabilità finanziaria. Si tratta di una linea di tendenza che non si ferma alla sola enunciazione delle regole. La loro stessa interpretazione e applicazione passano infatti, in prima battuta, per il vaglio delle ESAs (si pensi alle risposte a quesiti sull’applicazione delle norme contenute in atti normativi dell’Unione europea), e successivamente per quello della Commissione europea di ricorso delle stesse Autorità.

Il salto di prospettiva, rispetto all’epoca della redazione del Testo Unico della Finanza, è perciò notevole e “impone a tutti gli attori istituzionali una riconsiderazione del proprio ruolo”.

In sintesi, il Quaderno fa, dunque, il punto sull’evoluzione della disciplina dei mercati finanziari, dalla sintesi delle numerose leggi in materia realizzata dal TUF fino agli ultimi sviluppi della legislazione dell’Unione in materia bancaria e finanziaria.

Tratta, infine, il ruolo della Commissione europea e delle ESAs nell’armonizzazione delle regole e del residuo margine di manovra conseguentemente lasciato al legislatore nazionale, degli accresciuti compiti dell’ESMA alla luce del progetto di riforma delle ESAs, nonché del ruolo delle Corti europee e nazionali nella definizione dei principi applicabili alle sanzioni in materia di abusi di mercato.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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