Diritto Processuale Civile

Deposito telematico dell’atto introduttivo: il raggiungimento dello scopo sana ogni profilo di irregolarità

Tribunale di Genova, ordinanza 1 dicembre 2014

Il Tribunale di Genova, con una recentissima ordinanza del 1 dicembre del 2014, si è pronunciato in ordine ad una questione sollevata d’ufficio, concernente la ritualità della costituzione in giudizio avvenuta con il deposito telematico dell’atto introduttivo.

La problematica prende le mosse dalla mancanza di autorizzazione a ricevere in via telematica gli atti introduttivi del giudizio al tempo del deposito, conferita al Tribunale Ligure soltanto con decreto D.G.S.I.A del 10 novembre 2014, e quindi in un momento successivo alla suddetta costituzione in giudizio.

Il Giudice, tuttavia, partendo dal presupposto che tale mancanza non comporta alcun effetto in ordine all’esistenza, alla validità e all’ammissibilità del deposito telematico della comparsa di costituzione e risposta, dovendosi distinguere l’atto processuale dalla modalità di deposito dello stesso, ha osservato quanto segue:

(i) “ritenuto che le memorie di costituzione informatiche, sottoscritte – come nella specie – con firma digitale, soddisfano i requisiti formali richiesti dall’art. 416 c.p.c.” con conseguente  applicazione dell’art. 121 c.p.c. sulla libertà di forma;

(ii) poiché il deposito de quo, essendo anteriore al 30 giugno 2014, è avvenuto ai sensi dell’art. 35, comma 2 , D.M. n.44/2011;

(iii) “ritenuto che sulla base della gerarchia delle fonti, non sembra che la disposizione da ultimo citata, di natura meramente regolamentare, possa derogare al complesso di norme precedentemente indicate”;

(iv) considerato che, in base a costante giurisprudenza di legittimità, “l’attestazione da parte del cancelliere del ricevimento degli atti e il loro inserimento nel fascicolo processuale integrano il raggiungimento dello scopo della presa di contatto il raggiungimento dello scopo della presa di contatto tra la parte e l’ufficio giudiziario”;

(v) conseguentemente, nell’applicazione dei principi in parola alla fattispecie concreta, la comparsa inviata in via telematica, inserita dalla Cancelleria nel fascicolo di ufficio, e comunicata al difensore della controparte, consente di ritenere pienamente raggiunto lo scopo della presa di contatto tra la parte, l’ufficio giudiziario e la controparte.

Ragionando in questi termini, il Tribunale di Genova ha superato dunque l’empasse iniziale, concludendo che: “l’atto ha in ogni caso raggiunto il suo scopo, con conseguente sanatoria di ogni eventuale profilo di irregolarità”.

18 dicembre 2014

Nicolè Gianni – n.gianni@lascalaw.com

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