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Deposito pre-assembleare del bilancio e convocazione dell’assemblea: due obblighi distinti

L’obbligo di depositare il progetto di bilancio e il bilancio del precedente esercizio nei quindici giorni antecedenti alla data dell’assemblea costituisce un obbligo ben distinto da quello relativo alla convocazione dell’assemblea.

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 2649 pubblicata il 30 marzo 2021, ha dunque precisato che, quand’anche l’assemblea venga convocata con un preavviso inferiore a quello ordinario, resta fermo il termine quindicinale per il deposito presso la sede sociale del fascicolo di bilancio ai sensi dell’art. 2429 c.c.; chiarendo ulteriormente che, in tal caso, la società sarà investita di un duplice onere informativo, ossia:

● “da un lato preavvertendo gli aventi diritto dell’avvenuto deposito del fascicolo di bilancio nella sede sociale in qualunque modo a ciò idoneo, compresa la pubblicazione della relativa informativa sul sito web della società, oppure mediante comunicazione via posta elettronica o addirittura (come oggi è ben possibile, e persino più agevole rispetto alla predisposizione e partecipazione di copie cartacee) recapitando loro in data utile per via telematica i documenti indicati dall’art. 2429 co. 3° c.c.

● e dall’altro [la società] proceda separatamente in un momento successivo ad inviare loro l’avviso contenente l’ordine delle materie da trattare e la sede e il luogo della riunione”.

Nel caso di specie, il collegio, in un procedimento avente ad oggetto l’impugnazione della delibera di approvazione del bilancio adottata dall’assemblea di una società a responsabilità limitata, non ha ritenuto risolutivo l’argomento, proposto dalla società resistente, che il termine per la convocazione dell’assemblea è di otto giorni in forza del disposto dell’art.  2479bis, 1° comma, c.c.. Anche la disciplina delle società per azioni c.d. chiuse ammette un termine di convocazione ridotto a otto giorni laddove lo preveda lo statuto, ai sensi dell’art. 2366, 3° comma, c.c.: “dal che si desume che fra le due disposizioni in esame non vi è incompatibilità sistematica, ma che esse regolano due fattispecie diverse e, come tali, possono e debbono trovare entrambe applicazione nel caso ne sussistano i presupposti”.

Da tale considerazione discende che, anche nei casi in cui la convocazione dell’assemblea sia sottoposta ai termini brevi ex artt. 2479bis, 1° comma, c.c.e 2366, 3° comma, c.c., l’obbligo di deposito pre-assembleare rimane fissato ai quindici giorni antecedenti la data dell’assemblea, non sussistendo alcuna incompatibilità tra le citate disposizioni e quanto previsto dall’art. 2429 c.c. ma realizzandosi, al contrario, una duplicazione degli oneri a cui è sottoposta la società.

Il Tribunale ha altresì specificato che l’informazione dei soci deve essere agevolata dagli organi societari che dovranno dare avviso ai soci medesimi dell’avvenuto deposito del fascicolo ovvero pubblicare il fascicolo sul sito web della società oppure inviarlo ai soci a mezzo email. In tal senso, infatti, la corte meneghina ha avuto modo di chiarire che “non è assolutamente condivisibile la riduttiva interpretazione che di tale precetto legislativo (strumentale al processo di formazione del fondamentale documento di informazione economico-patrimoniale che la legge impone all’organo amministrativo di sottoporre annualmente ai soci in vista di una sua generale ostensione ai terzi) la difesa della società convenuta ha creduto di dare da ultimo nelle proprie difese illustrative: ove ha qualificato l’obbligo su di essa incombente ex art. 2429 co. 3° c.c. in termini di «uno dei tanti adempimenti amministrativi e burocratici che ogni società compie senza avere obbligo di comunicarli ai soci»”.  

Trib. Milano, sez. Impresa, 30 marzo 2021, n. 2649

Riccardo Siligardi – r.siligardi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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