Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Denunzia ex art. 2409: attualità degli illeciti e business judgment rule

La ratio dell’art. 2409 c.c. è quella di consentire all’autorità giudiziaria il ripristino della legalità e la regolarità nella gestione della società, a seguito di gravi irregolarità commesse dagli amministratori in violazione dei doveri su di essi spettanti, purché attuali ed idonee a produrre una lesione patrimoniale per la società.

In tal modo, si è espresso il Tribunale di Bologna con un recente provvedimento, sul ricorso promosso ai sensi dell’art. 2409 c.c. da un socio titolare di una partecipazione azionaria, il quale lamentava l’irregolarità gestoria della società – principalmente sotto il profilo contabile, fiscale e penale – che avrebbe potuto esporre la stessa a rilevanti sanzioni e, quindi, ad un consistente danno economico.

Con tale pronuncia – che si inserisce in un filone giurisprudenziale oramai consolidato (cfr. Trib. Catanzaro 28 febbraio 2020; Trib. Brescia 21 gennaio 2020; Trib. Venezia 6 febbraio 2019) – il Tribunale, ha evidenziato che la denuncia di irregolarità ex art. 2409 c.c., oltre a non poter mai investire le scelte di gestione nonché le modalità e le circostanze di tali scelte (c.d. business judgment rule), non può prescindere dall’attualità degli illeciti, in quanto il rimedio previsto dalla predetta norma ha natura ripristinatoria e non risarcitoria.

Sarà quindi precluso l’intervento del Tribunale una volta consumata la potenzialità lesiva del fatto censurato, poiché il controllo giudiziario de quo si colloca temporalmente in una fase in cui le irregolarità gestorie sono ancora in atto.

Nel caso di specie, le anomalie e le irregolarità riscontrate erano state risolte e sanate dagli amministratori a seguito di una precedente denuncia al Collegio Sindacale effettuata dallo stesso socio ricorrente, ai sensi dell’art. 2408 c.c., con l‘effetto che gli addebiti mossi avevano perso il necessario requisito dell’attualità, che rappresenta uno degli indefettibili presupposti per l’utile esperimento del rimedio ripristinatorio de quo.

Ne consegue che sono da considerarsi esclusi dall’ambito di applicazione dell’art. 2409 c.c. sia quei fatti, sebbene gravi, i cui effetti siano venuti meno, sia le violazioni che abbiano esaurito i loro effetti e per le quali non sia necessaria alcuna eliminazione, residuando – in tali casi – soltanto il rimedio risarcitorio.

Trib. Bologna, 27 luglio 2020, n. 58 

Francesco Parisi – f.parisi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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