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Decreto Milleproroghe: assemblee e consigli di amministrazione ai tempi del Covid-19

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 323 del 31 dicembre 2020 è stato pubblicato il D.L. n. 183 del 31 dicembre 2020 (c.d. “Decreto Milleproroghe 2021”), che reca interessanti novità anche in tema di svolgimento delle assemblee societarie.

In particolare, all’art. 3, comma 6, è stata disposta la proroga, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e, comunque non oltre il 31 marzo 2021, delle disposizioni relative allo svolgimento, secondo procedure semplificate, delle assemblee societarie, di cui all’art. 106 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”).

Il Decreto Cura Italia – sull’onda della massima societaria n. 187 dell’11 marzo 2020 del Consiglio Notarile di Milano (la quale appare, peraltro, di portata più ampia rispetto al provvedimento del Governo, non essendo limitata alla sola emergenza epidemiologica) – ha stabilito che le società di capitali e cooperative possano prevedere che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, a mezzo di modalità digitali che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, senza in ogni caso la necessità che si trovi nel medesimo luogo, il presidente, il segretario o il notaio verbalizzante.

In particolare, l’art. 106, comma 2 del Decreto Cura Italia prevede, per tutte le società di capitali, le società cooperative e mutue assicuratrici, la possibilità di, “anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie”:

  • disporre con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenzae l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione;
  • svolgere le assemblee in full audio-video conference, ovvero anche esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto – ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 2370, comma 4, 2479-bis, comma 4, e 2538, comma 6, c.c. – senza la necessaria presenza nel medesimo luogo del presidente, del segretario o del notaio verbalizzante.

Limitatamente alle s.r.l., il comma 3 dell’art. 106, è consentito, in aggiunta a quanto precede ed anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile e alle diverse disposizioni statutarie, che “l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto”.

Questo significa che tali società, in alternativa alla deliberazione assembleare, per le decisioni adottate entro la cessazione dell’emergenza (e comunque non oltre il 31 marzo 2021), potranno decidere di utilizzare la consultazione scritta o il consenso espresso per iscritto anche quando: a) non siano previsti dall’atto costitutivo; b) la decisione riguardi modifiche dell’atto costitutivo oppure decisioni relative a operazioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci o sia relativa a perdite del capitale superiore a un terzo; c) vi sia una richiesta di utilizzare il meccanismo della deliberazione da parte di un numero qualificato di amministratori o soci una delibera assembleare.

Infine, il comma 4, del medesimo art. 106, applicabile alle società quotate ed assimilate (comprese le “società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante” in virtù del successivo comma 5) consente a tali società di:

  • avvalersi, per le assemblee ordinarie e straordinarie, del rappresentante designato di cui all’art. 135-undecies del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, c.d. TUF, anche ove lo statuto disponga diversamente;
  • prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il rappresentante designato, al quale possono essere conferite deleghe e subdeleghe, in deroga alle previsioni di cui all’art. 135-undecies del TUF, ovvero sia tramite il modulo di delega contenuto nell’Allegato 5A del Regolamento Emittenti sia tramite delega e subdelega ordinaria.

Pertanto, volendo usufruire a pieno delle possibilità offerte dalle disposizioni in questione, con riguardo alle società quotate, l’avviso di convocazione può disporre che l’assemblea si svolga obbligatoriamente “a porte chiuse” – con la conseguenza che i soci sono obbligati a conferire delega al rappresentante designato, senza poter partecipare né direttamente né mediante un delegato scelto personalmente – ed esclusivamente online ovvero obbligando al collegamento “da remoto” ognuno dei soggetti legittimati a partecipare.

Infine, relativamente alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e degli altri organi collegiali, pur nel perdurante silenzio del legislatore (che continua, infatti, a dimenticarsi di fare un richiamo espresso sul punto) – come è stato opportunamente evidenziato nella massima n. 187 del Consiglio Notarile di Milano sopra richiamata (ma anche da Assonime e, più in generale, dalla migliore dottrina notarile) – le norme oggetto del Decreto Cura Italia costituiscono espressione di un principio generale applicabile alle riunioni di ogni organo sociale (dunque, sia per l’organo amministrativo, per i comitati, ma anche per il collegio sindacale).

Pertanto, per tutto il periodo emergenziale, l’adunanza del consiglio di amministrazione (così come degli altri organi collegiali) può svolgersi in full audio/video conference, sia che lo statuto non preveda nulla sul punto dell’audio/video conferenza sia che lo statuto preveda la presenza del presidente e del segretario nel medesimo luogo; in caso di full audio/video conference, infatti, il presidente e il segretario possono trovarsi in luoghi diversi.

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

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