Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Decreto Liquidità: ulteriore conferma sulla discrezionalità delle banche

“Laddove il legislatore avesse voluto, in deroga ai vigenti obblighi di erogazione del credito, introdurre un obbligo per gli istituti di credito di erogare finanziamenti prescindendo da ogni valutazione di meritevolezza del finanziato, lo avrebbe dovuto prevedere espressamente.”.

Questo un passaggio dell’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Termini Imerese con la quale è stato accolto il reclamo proposto da un Istituto di credito avverso il provvedimento con cui veniva ordinato al medesimo, in attuazione dell’art. 13 d.l. 23/2020, di corrispondere, a favore della società ricorrente, la somma di € 25.000,00.

Nel caso di specie, il Collegio non ha reputato condivisibili le argomentazioni che hanno condotto il primo giudice a ritenere sussistente il requisito del fumus boni iuris.

In particolare, nel provvedimento in commento, si precisa che il decreto di liquidità “non esclude il dovere delle banche di operare una valutazione del merito creditizio dei beneficiari, né conseguentemente, fa venir meno il loro obbligo di una sana e prudente gestione del risparmio”.

Proprio a tal riguardo, si sottolinea che “Le banche, infatti, in caso di mancate verifiche e di difetto della dovuta diligenza professionale, restano, in ogni caso, esposte al rischio di perdere la garanzia dello Stato nonché di essere chiamate a rispondere per la concessione abusiva del credito”.

Prosegue il Tribunale evidenziando come la norma di cui all’art. 13 del DL “non consente l’erogazione ‘a pioggia’ di finanziamenti, quanto piuttosto facilita la concessione del credito in favore delle imprese che, di volta in volta, vengono riconosciute dalle banche (le quali, operando sul territorio, meglio conoscono il tessuto imprenditoriale), come affidabili (v. in tale senso anche Tribunale di Bologna ord. 2.10.2020; Tribunale di Caltanisetta ord. 11.11.2020).”

Nella fattispecie, pertanto, gli elementi in possesso della Banca rispetto alla situazione economica della reclamata hanno portato il Collegio a ritenere corretto l’operato dell’Intermediario, in quanto improntato ai principi di prudenza nell’erogazione del credito.

In proposito il Tribunale ha anche osservato che le misure di sostegno sono previste in favore delle imprese danneggiate dalla emergenza Covid-19 “mentre la documentazione prodotta evidenzia una situazione di scarsa liquidità della impresa preesistente alla crisi economica. In particolare, i fatti posti alla base della valutazione dell’Istituto di credito sono anche precedenti l’emergenza sanitaria “.

In ragione dell’iter argomentativo innanzi esposto le tesi difensive della Banca, disattese nella prima fase cautelare, hanno trovato pieno conforto portando all’accoglimento del reclamo, con conseguente annullamento dell’ordinanza impugnata.

Trib. Termini Imerese, Ord., 30 luglio 2021

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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