Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Il Decreto Liquidità diventa legge: le novità per le procedure concorsuali

Il Decreto Liquidità è legge: il Senato ha approvato lo scorso 4 giugno il disegno di legge di conversione con modifiche del D.L. 8 aprile 2020 n. 23, di cui si attende a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

In tema di procedure concorsuali, le novità introdotte riguardano le istanze di fallimento, il concordato preventivo “in bianco” e il sovraindebitamento.

Come noto, l’art. 10 del Decreto Liquidità prevedeva l’improcedibilità di tutti i ricorsi per la dichiarazione di fallimento depositati tra il 9 marzo e il 30 giugno 2020. In sede di conversione in legge, è stata introdotta un’ulteriore deroga all’improcedibilità riguardante il fallimento in proprio, in adesione alla ricostruzione normativa effettuata dalla giurisprudenza, di cui vi avevamo informato nell’articolo Fallimento in proprio anche al tempo del Covid-19 (LINK all’articolo del 20.05.2020).

La formulazione della nuova norma, nello stabilire la procedibilità dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento presentati in proprio dalle imprese “quando l’insolvenza non è conseguenza dell’epidemia di COVID-19”, sembra suggerire che nel caso in cui l’insolvenza sia causata dal COVID-19 le imprese dovranno attendere il 1° luglio, mentre se di origine anteriore dovranno affrettarsi, non valendo l’improcedibilità.

Ulteriore novità, sempre con riferimento al predetto art. 10, riguarda la sterilizzazione del periodo di quattro mesi di fermo nel conteggio dell’anno decorrente dalla cancellazione del Registro imprese e nel conteggio dei termini utili per la presentazione delle revocatorie. Le Camere ora chiariscono che, per godere di tale beneficio, la dichiarazione di fallimento, che fa seguito ad una previa declaratoria di improcedibilità del ricorso, dovrà intervenire entro il termine del 30 settembre 2020. Con la quantomeno dubbia conseguenza che i creditori, per non venire pregiudicati dal periodo di improcedibilità, dovranno immediatamente depositare istanza di fallimento solo per veder dichiarata l’improcedibilità stessa, per poi affrettarsi ad ottenere la dichiarazione di fallimento entro il termine del 30 settembre, aggravando così il lavoro dei Tribunali fallimentari.

Il Legislatore ha, poi, introdotto due nuovi commi all’art. 9 dedicati al concordato preventivo “in bianco”.

In particolare, il comma 5-bis prevede che, fino al 31 dicembre 2021, l’impresa che ha depositato domanda di concordato “in bianco” o di accordo di ristrutturazione dei debiti possa rinunciare alla procedura, dichiarando di aver predisposto e depositato nel Registro imprese un piano di risanamento ai sensi dell’art. 67, terzo comma, lett. d), l.f., che verrà vagliato dal Tribunale.

Il concordato preventivo “in bianco” diviene così, nelle intenzioni del legislatore, lo strumento individuato per rendere più agevole la soluzione della crisi che molte imprese si troveranno ben presto a fronteggiare. Uno strumento ibrido in quanto utilizzabile anche dal debitore che sin dall’inizio intenda perseguire la strada meno invasiva del piano di risanamento.

Tuttavia, se da un lato le imprese potranno beneficiare degli effetti protettivi del concordato “in bianco”, soprattutto per quanto riguarda il temporaneo “stop” delle azioni dei creditori, dall’altro lato dovranno subire gravi restrizioni nello svolgimento dell’attività d’impresa, con conseguente paralisi del sistema dei pagamenti sia dal lato fornitori che dal lato banche.

Un’ultima importante novità riguarda la proroga di sei mesi dei termini di adempimento in scadenza successivamente al 23 febbraio 2020, non solo, come già previsto nel Decreto, per quanto riguarda i concordati preventivi e gli accordi di ristrutturazione, ma anche per gli accordi di composizione della crisi e i piani del consumatore omologati.

Tale intervento, già prospettato in dottrina e in giurisprudenza, è volto a scongiurare che le ricadute economiche legate alla situazione di emergenza epidemiologica possano pregiudicare il puntuale adempimento degli obblighi assunti dai debitori, ora anche con riferimento alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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