Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Decreto ingiuntivo non impugnato = autorità di giudicato

Il Tribunale di Teramo, con la sentenza in commento, ha affermato un chiaro principio in tema di giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione del decreto ingiuntivo.

In particolare, il Tribunale adito, ha stabilito che “il giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione del decreto ingiuntivo copre non soltanto l’esistenza del credito azionato, del rapporto di cui esso è oggetto e del titolo su cui il credito e il rapporto stesso si fondano, ma anche l’inesistenza dei fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto e del credito precedenti al ricorso per ingiunzione e non dedotti con l’opposizione al decreto ingiuntivo.”

Tale decisione, si uniforma ad un orientamento consolidato nella giurisprudenza di legittimità più recente e richiama l’attenzione su alcuni aspetti meritevoli di approfondimento, quali il concetto di giudicato sostanziale e le norme sul processo di matrice europea.

La vicenda trae origine da un giudizio di opposizione, ex art. 615 c.p.c. proposto dal fideiussore del debitore principale, nei cui confronti era stato notificato un atto di precetto unitamente al titolo, nello specifico un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.

Nel giudizio di opposizione, il fideiussore richiedeva l’accertamento della carenza di legittimità in capo a parte opposta a procedere con l’esecuzione forzata, in ragione dell’asserita nullità della fideiussione omnibus, dallo stesso rilasciata in favore della Banca, contenente le clausole 2, 6 e 8 del modello ABI. In particolare, l’eccezione veniva proposta in forza del principio secondo il quale la difformità dallo schema ABI fosse rilevabile d’ufficio in ogni tempo.

Il Giudice dell’esecuzione respingeva l’opposizione e dichiarava inammissibile l’eccezione di nullità della fideiussione posta a fondamento dell’opposizione a precetto.

La ragione del rigetto consiste nella circostanza di fatto che l’opponente non aveva mai opposto il decreto ingiuntivo, proponendo dunque l’eccezione relativa alla nullità della fideiussione solo in fase di opposizione a precetto.

Ne consegue che, secondo la pronuncia in esame, il Giudice non può rilevare d’ufficio la nullità delle clausole per violazione delle intese anticoncorrenziali e ciò sul presupposto che l’estensione del giudicato sostanziale del decreto ingiuntivo non opposto arriva a permeare non solo il diritto di credito azionato ma anche i rapporti stessi sui quali il credito si fonda.

Pertanto, le eccezioni formulate dall’opponente per essere meritevoli di esame avrebbero dovuto essere fatte valere in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.

Il Giudicante evidenzia altresì come tale orientamento non risulti in contraddizione con i principi di derivazione comunitaria, che hanno sottolineato a più riprese l’importanza della “definizione delle decisioni giurisdizionali dopo l’esaurimento delle vie di ricorso disponibili o la scadenza dei termini previsi”, al fine quello di garantire la stabilità del diritto e dei rapporti giuridici.

Trib. Teramo, 19 Gennaio 2021. Est. Cirillo. 

Chiara Polino – c.polino@lascalaw.com

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