La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Decreto CICR n. 380: cosa cambia per i consumatori nel panorama del credito immobiliare

Si segnala ai lettori di Iusletter il recente Decreto CICR n. 380 pubblicato in data 29.09.2016, con il quale il Ministro dell’Economia e delle Finanze – Presidente del CICR, nel dare attuazione alle nuove previsioni del TUB, in conformità alla direttiva 2014/17/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, è intervenuto d’urgenza in materia di credito immobiliare ai consumatori.

Questo, in particolare, il contenuto dell’articolo 1: “Il presente decreto dà attuazione al Capo I-bis del Titolo VI del TUB. In armonia con le regole e gli obiettivi del diritto comunitario, esso mira a realizzare un mercato interno trasparente ed efficiente per il credito immobiliare, garantendo ai consumatori un elevato livello di protezione”.

Questo, invece, l’ambito di applicazione di cui parla il successivo articolo 2:“Il presente decreto ai applica ai contratti di credito immobiliare ai consumatori come definiti dall’art. 120-quinquies, comma 1, lettera C), del TUB e con le eccezioni previste dall’articolo 120 sexies del TUB (di seguito “contratti di credito”)”.

Inscindibile corollario è che il Decreto in commento troverà applicazione in tutte quelle ipotesi in “cui un finanziatore concede o si impegna a concedere a un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria, quando il credito è garantito da un’ipoteca sul diritto di proprietà o su altro diritto reale avente a oggetto beni immobili residenziali o è finalizzato all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato” (cfr. art. 120-quinquies, comma 1, lettera C), TUB).

Ciò premesso, da segnalare sono soprattutto i successivi articoli: 3 (“Calcolo del TAEG”), 4 (“Annunci pubblicitari”), 5 (“informativa precontrattuale”) e 6 (“Finanziamenti denominati in valuta estera”); i cui contenuti rafforzano ulteriormente gli strumenti di prevenzione e protezione a disposizione del consumatore.

Paradigmatico, in tal senso, il contenuto dell’articolo 5 (“informativa precontrattuale”), secondo cui: “Prima della conclusione del contratto di credito il finanziatore assicura che il consumatore possa ottenere agevolmente e gratuitamente chiarimenti che gli consentano di valutare se il contratto proposto sia adatto alle proprie esigenze e alla propria situazione finanziaria. A questo fine il finanziatore si dota di procedure organizzative e di controllo interne aventi ad oggetto le modalità e la portata dell’assistenza al fornitore al consumatore, così da assicurare che i chiarimenti: a) rispondano alle domande formulate dal consumatore sulla documentazione precontrattuale fornitagli, le caratteristiche del contratto proposto e gli effetti che possono derivargli a seguito di sua conclusione; b) possono essere ottenuti dal consumatore oralmente o comunque attraverso tecniche di comunicazione a distanza che consentano un’interazione individuale; c) siano forniti da personale in possesso di un’adeguata e aggiornata conoscenza dei contratti di credito offerti, dei diritti dei consumatori e della disciplina adottata ai sensi del presente decreto”.

Inevitabile, pertanto, giungere alla conclusione che, se da un lato per i consumatori gli strumenti di tutela aumentano, dall’altro crescono le responsabilità per gli istituti di credito, quantomeno con riferimento all’informativa precontrattuale.

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

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