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Decreto banche: come cambia il processo esecutivo

In data 04 maggio 2016 è stato pubblicato il Decreto Legge  n. 59 del 2016 (c.d. decreto banche) recante “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione” che apporta sostanziose misure volte al più efficace recupero del credito.

Tra le altre emergono importanti novità al fine di garantire una maggiore speditezza del procedimento  di espropriazione forzata: l’art. 3 istituisce presso il Ministero della Giustizia un registro digitale in cui si pubblicheranno le informazioni ed i documenti delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedura d’insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi; registro  composto da una sezione ad accesso pubblico ed una ad accesso limitato,  il cui obiettivo è la digitalizzazione degli archivi e della piattaforma tecnologica ed informativa dell’amministrazione della giustizia.

L’art. 4 del decreto in esame, modifica l’art. 492 c.p.c. prevedendo che l’atto di pignoramento debba contenere l’avvertimento secondo cui l’opposizione è inammissibile se proposta dopo che è stata disposta la vendita e l’assegnazione a norma degli artt. 530-552-559 c.p.c., a meno che l’opposizione“non sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile”; con la conseguente modifica dell’art. 615 c.p.c. che proprio in tema di opposizione all’esecuzione, limita l’ammissibilità delle opposizioni una volta che sia disposta la vendita o l’assegnazione.

La ratio della modifica si rinviene nella necessità di ridurre i tempi di recupero dei crediti, riducendo sostanzialmente i termini entro i quali i debitori hanno facoltà di fare opposizione agli atti dell’esecuzione.

In tema di pignoramento mobiliare, viene novellato l’art. 532 comma 2 c.p.c. “Vendita a mezzo di commissionario”, in cui si prevede che il giudice fissi un numero massimo di 3 esperimenti di vendita con determinazione dei relativi ribassi e del termine finale non superiore ai sei mesi, alla cui scadenza il giudice, se non vi sono istanze ai sensi dell’art. 540 bis c.p.c., dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo anche laddove non sussistano i presupposti di cui all’art. 168 bis disp. att. c.p.c.

Ancora viene disposto all’art. 560 c.p.c. il diritto dei potenziali acquirenti ad esaminare i beni di vendita entro sette giorni dalla richiesta, richiesta da effettuarsi tramite il portale delle vendite pubbliche.

Secondo quanto ora disposto dall’art. 569 cpc  il giudice stabilisce (e non più “può stabilire”) che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi previsti, l’incanto, nonché il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura.

Il Decreto Banche introduce l’art. 590-bis c.p.c. in cu si prevede che il creditore assegnatario di un bene a favore di un terzo deve dichiarare in cancelleria, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, il nome del soggetto a favore del quale deve essere trasferito l’immobile, depositando la dichiarazione dello stesso. In mancanza il trasferimento è fatto a favore del creditore.

Ancora l’art. 591 c.p.c., novellato al secondo comma, prevede che nell’ambito dell’esecuzioni immobiliare, al terzo tentativo di vendita andato deserto, il giudice  può fissare un prezzo base inferiore fino al limite della metà rispetto al tentativo precedente.

Tante quindi sono le  misure di accelerazione delle attività di recupero del credito, che dovrebbero essere in grado di conferire maggior certezza e rapidità alle procedure, ma non tutte di immediata applicazione.

Ed infatti le disposizioni di modifica dell’art. 492 c.p.c. (avvertimento nell’atto di pignoramento circa l’inammissibilità dell’opposizione  post vendita e assegnazione dei beni) e dell’art. 615 c.p.c. si applicheranno ai  procedimenti di esecuzione forzata iniziati successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto (che dovrà essere emanata entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto datata 03 maggio 2016).

La modalità telematica prevista per il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi previsti, l’incanto, nonché il pagamento del prezzo si applicherà alle vendite di beni immobili disposte dopo il sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

La disposizione relativa all’assegnazione a favore di un terzo invece  troverà applicazione per quelle istanze presentate nei procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare decorsi trenta  giorni dalla data di entrata in vigore del decreto banche.

Una prima attuazione del decreto legge, si rinviene presso il Tribunale di Bergamo dove il Presidente di sezione Dott. Vitiello, ha già  manifestato la volontà di uniformarsi alle nuove disposizioni dettate dal presente Decreto disponendo la riduzione alla metà del prezzo base dei tentativi di vendita eccedenti il terzo, come previsto dal nuovo art. 591 c.p.c.

Tra  le altre  misure introdotte dal Decreto per accelerare la realizzazione del credito senza soffocare l’esigenza di finanziamento dell’impresa va di certo menzionato il pegno non possessorio mediante il quale il debitore può dare in pegno un bene mobile destinato all’esercizio dell’impresa (con esclusione dei beni mobili registrati) pur continuando la sua utilizzazione nel processo produttivo.

Con il Decreto Banche trova espressa disciplina il patto marciano (art. 48-bis T.U.B) ossia la possibilità per gli istituti finanziari e le imprese di stabilire, nell’ambito di un contratto di finanziamento con garanzia immobiliare, il trasferimento della proprietà dell’immobile o di altri diritti reali immobiliari, nel caso di inadempimento del debitore. La cessione non può comunque riguardare immobili adibiti ad abitazione  principale del proprietario, coniuge o parenti ed affini entro il III grado.

Le modifiche riguardano anche il procedimento per decreto ingiuntivo ed infatti l’art. 648 comma 1, c.p.c prevede che anche in sede di opposizione , il giudice deve concedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo limitatamente alle somme non contestate.

Roberta Pisanor.pisano@lascalaw.com

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