Crisi e procedure concorsuali

Declaratoria di fallimento: la competenza territoriale è del giudice del luogo dove è sorta l’insolvenza

Cassazione, Sez. VI Civile, 30 ottobre 2014, n. 23114 

L’articolo 9 della legge fallimentare, rubricato “Competenza”, prevede che “Il fallimento è dichiarato dal tribunale del luogo dove l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa. Il trasferimento della sede intervenuto nell’anno antecedente all’esercizio dell’iniziativa per la dichiarazione di fallimento non rileva ai fini della competenza.”.

Il tema della competenza del Giudice in riferimento alla declaratoria di fallimento è stato più volte affrontato sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza, le quali,  pronunciandosi a riguardo, hanno evidenziando come sia necessario considerare come luogo della sede legale della debitrice, salvo prova contraria sulla fittizietà o mera formalità da fornire con ogni mezzo, in primo luogo la sede principale dell’azienda, così come dichiarata in camera di commercio (in tal senso, tra tutte, Cass. n. 186/2005).

Può capitare però che la sede legale della persona giuridica non coincida con la sede effettiva: in tal caso, rileva, anche ai fini degli adempimenti burocratici, come ad esempio le notifiche ovvero nei confronti di terzi, la sede effettiva.

A tal proposito, ai fini dell’identificazione del luogo dove l’impresa ha sede, la giurisprudenza ha più volte avuto modo di affermare che la sede “reale” è quella in cui viene svolta, in modo prevalente, l’attività direttiva ed economica, in cui vengono prese le scelte imprenditoriali e in cui vengono convocate le assemblee. In altri termini, per sede effettiva si intende il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente e dove operano i relativi organi amministrativi od i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato e stabilmente utilizzato per l’accentramento dei rapporti interni e con i terzi in vista del compimento degli affari dell’ente medesimo (in tal senso, tra tutte, Cass. Pen. 20504/2014).

È stato inoltre stabilito che non rilevano, in termini di prova contraria, il luogo di ubicazione dei beni aziendali dati in affitto a terzi, dello stabilimento, del pagamento degli stipendi, del ricevimento delle merci e della consegna dei prodotti, la certificazione della Polizia municipale sulla titolarità della licenza comunale per la vendita di generi merceologici ed i documenti contabili, come ad esempio la fatturazione non pubblicizzata e la mera indicazione della sede nei bilanci societari (in tal senso, tra tutte, Cass. n. 5945/2002).

In applicazione dei principi fin qui esposti, si è di recente espressa la Suprema Corte di Cassazione, Sez. VI Civile, con ordinanza n. 23114/2014, depositata in data 30.10.2014. In particolare la Corte è stata chiamata ad esprimersi su un istanza proposta da una S.a.s., al fine di ottenere un regolamento di competenza in impugnazione di una sentenza del Tribunale di Roma con cui veniva dichiarato il fallimento dell’impresa stessa.

Invero, la ricorrente indicava come competente un altro Tribunale, sostenendo che alla data della presentazione dell’istanza di fallimento aveva nuovamente trasferito la sede legale al luogo iniziale, stipulando un affitto di ramo d’azienda con conseguente variazione del codice R.E.A.

La Corte, dopo aver ribadito l’irrilevanza di alcuno degli indizi sopra indicati (sede dei beni, luogo di fatturazione, ecc.), ha avuto modo di confermare nuovamente l’orientamento per cui risulta ininfluente il trasferimento della sede sociale una volta determinatosi lo stato di insolvenza; in tal caso, la competenza del Giudice fallimentare viene ancorata al luogo in cui l’insolvenza è sorta, momento determinato con una presunzione juris et de jure, vale a dire non ammissibile di prova contraria (in tal senso, tra tutte, Cass. Civ. 10051/2006).

Veniva dunque rigettato il ricorso proposto, affermando la competenza del Tribunale inizialmente individuato e condannando la ricorrente alle spese di lite.

10 novembre 2014

Manuel Deamici – m.deamici@lascalaw.com

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