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Decesso della parte processuale: il mandato difensivo è ultrattivo

L’occasione di riflessione sul tema è scaturita da una sentenza della Corte d’Appello di Genova che ha dichiarato l’estinzione di un giudizio in quanto riassunto dal difensore della parte deceduta privo, secondo l’interpretazione della Corte territoriale, di mandato.

Avverso tale pronuncia è stato proposto ricorso per Cassazione dagli eredi della parte deceduta, nelle more intervenuti nel processo.

Gli eredi, in particolare, sottolineano come la sentenza impugnata sia fondata su una pronuncia delle Sezioni Unite ormai superata (n. 15783/2005) in applicazione della quale, per effetto della morte della parte, tutti i mandati dalla stessa conferiti debbano ritenersi estinti. Conseguentemente, la Corte d’Appello ha dichiarato l’estinzione del giudizio sul presupposto che l’atto di riassunzione, depositato dal difensore che a suo tempo era stato nominato tale nel giudizio di primo grado, doveva considerarsi affetto da nullità per difetto dello ius postulandi.

La Corte di Cassazione, al fine di pronunciarsi sulla controversia, ha ritenuto opportuno dover procedere ad una più attenta puntualizzazione degli aspetti essenziali della vicenda.

Nel caso di specie, infatti, la parte, poi deceduta, aveva conferito al legale mandato a rappresentarla e difenderla anche in grado di appello e, proprio in tale veste, il difensore aveva proceduto alla riassunzione del giudizio, ritenendo di doversi ravvisare l’ultrattività del mandato a suo tempo rilasciato.

E tanto basta, a parere del Supremo Collegio, per evidenziare l’errore di diritto che inficia la decisione impugnata. Posto infatti che il mandato difensivo, a suo tempo conferito, concerneva anche il giudizio di appello, il principio della sua ultrattività pone il giudizio al riparo dalle conseguenze argomentate dalla Corte d’Appello.

La Corte, nella pronuncia in commento, richiama peraltro la sentenza a Sezioni Unite n. 15792/2014 ove è stato rilevato come occorra riconoscere “piena ed incondizionata efficacia al principio dell’ultrattività del mandato, di guisa che gli effetti di esso non si esauriscono in corrispondenza della definizione della fase processuale in cui ne avviene il conferimento, ma si espandono e si protraggono ovviamente in ossequio ai limiti intrinseci del mandato per tutta la durata del giudizio poiché solo in tal modo, è possibile pervenire ad un effetto stabilizzante per il processo”.

Per la Suprema Corte, in conclusione, il principio di ultrattività del mandato esclude che gli effetti di esso possano venir meno per il decesso della parte che lo ha conferito.

Katia Lorenzano – k.lorenzano@lascalaw.com

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