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Decesso della parte assistita: ultrattività del mandato difensivo

La morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di un procuratore comporta che, in ipotesi di omessa dichiarazione o notificazione dell’evento da parte del procuratore, alle altre parti, l’avvocato continui a rappresentare la parte come se l’evento non si fosse verificato, in forza dell’ultrattività del mandato difensivo.

Il principio è sancito dalla Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso avverso una sentenza che ha dichiarato l’improcedibilità dell’appello notificato all’avvocato del socio defunto di una s.r.l.

Nella pronuncia in esame, infatti, i Giudici osservano che la morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, dallo stesso non dichiarate in udienza o notificate alle altre parti, comportano che la notificazione della sentenza fatta a quest’ultimo, ex art. 285, c.p.c., sia idonea a far decorrere il termine per l’impugnazione nei confronti della parte deceduta o del rappresentante legale di quella divenuta incapace.

Il procuratore, se originariamente munito di procura alle liti valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione, ad eccezione del ricorso per cassazione, per cui è richiesta la procura speciale.

Ne consegue che, in caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, questi continui a rappresentare la parte come se l’evento stesso non si fosse verificato. 

La ratio alla base della decisione della Corte è volta a stabilizzare la posizione giuridica della parte rappresentata.

Diversamente accade nell’ipotesi in cui si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza o notifichi alle altre parti l’evento o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall’altra parte o notificato e certificato dall’ufficiale giudiziario ex art. 300, comma 4, c.p.c.

In conclusione, con la pronuncia in esame, la Corte ha affermato che, in forza della regola dell’ultrattività del mandato, la morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, non comportano l’interruzione del processo.

Il procuratore, qualora originariamente munito di procura alle liti valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione – ad eccezione del ricorso per cassazione – in rappresentanza della parte che, deceduta o divenuta incapace, va considerata, nell’ambito del processo, tuttora esistente come tale e capace.

Cass., Sez. III, 6 aprile 2022, n. 11193

Beatrice Vallone – b.vallone@lascalaw.com

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