Diritto Processuale Civile

Decadenza del diritto al compenso del CTU

Cass. Civ., 5 marzo 2015, n. 4373 (leggi la sentenza)

Con la pronuncia in esame il Supremo Collegio si è espresso sul tema della tempestività della presentazione della domanda di liquidazione degli onorari da parte del consulente tecnico d’ufficio.

Nel caso di specie un professionista, incaricato dal Tribunale per la redazione dell’elaborato peritale, che si era visto respingere la richiesta di liquidazione dei propri compensi per intervenuta decadenza del relativo diritto, aveva presentato ricorso ex art. 170 d.p.r. 115/2002 conclusosi con il rigetto dell’opposizione.

La Corte di Cassazione, nel confermare il provvedimento di diniego, ha, a sua volta, rigettato le istanze formulate dal tecnico rilevando come la decadenza fosse stata correttamente dichiarata ed applicata in quanto la domanda era stata depositata oltre il termine di cento giorni previsto dall’articolo 71 d.p.r. 115/2002.

Nello specifico i Giudici di legittimità hanno censurato la tesi sostenuta dal ricorrente secondo cui, intervenuta la decadenza, permane comunque il diritto al compenso nel termine della prescrizione ordinaria.

Secondo l’interpretazione della Suprema Corte, infatti, tale ricostruzione risulta del tutto priva di fondamento, oltre che in contrasto con la disciplina prevista dal combinato disposto degli artt. 2968 e 2966 c.c., che prevedono, nelle ipotesi in cui la decadenza venga legittimamente impedita per compimento dell’atto previsto della legge, la soggezione del diritto alle disposizioni che regolano la prescrizione

Nel caso di specie, però, non avendo l’ausiliario formulato tempestivamente la propria richiesta di pagamento nei termini di cui all’art. 71 d.p.r. 115/2002, non può dirsi posto in essere alcun atto idoneo ad impedire la decadenza, la quale, pertanto, produrrà tutti i relativi effetti di legge.

Il Supremo Collegio, con l’occasione, ha precisato che il termine in oggetto, previsto dalla norma a pena di decadenza, risulta fissato per l’esercizio del diritto alle spettanze dovute e, come tale, decorre per il solo fatto materiale del trascorrere del tempo, indipendentemente da situazioni soggettive o oggettive verificatesi medio tempore e dalle quali sia dipeso l’inutile decorso del termine, salve le eccezioni tassativamente previste dalla legge.

A tal proposito gli ermellini hanno quindi fermamente respinto anche la tesi per la quale il termine dovrebbe decorrere dal momento in cui il consulente tecnico è in grado di quantificare tutte le spese per l’attività prestata da soggetti terzi e di cui deve essere chiesto il rimborso. Tali adempimenti sono da qualificarsi come incombenze amministrative ai quali i prestatori di servizio sono tenuti ad adempiere ed eventuali ritardi nella presentazione delle stesse non possono incidere sul termine di decorrenza (coincidente con il compimento delle operazioni peritali), ma possono al massimo integrare ragioni di rivalsa da parte del professionista verso il soggetto che le ha prestate.

19 marzo 2015

Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com

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