Debito tributario: la confisca è consentita anche in presenza di una rateazione

La Suprema Corte di Cassazione si è espressa in merito alla legittimità del sequestro e della conseguente confisca, in relazione ai debiti nei confronti dell’Erario che siano stati successivamente oggetto di rateazione.

Nella vicenda in esame, l’amministratore di una società è stato indagato per omesso versamento delle ritenute alla fonte e degli emolumenti per l’anno d’imposta trascorso e, nel corso delle indagini, il Tribunale ha emesso nei suoi confronti un decreto di sequestro preventivo per equivalente relativo all’intero debito.

In risposta alla misura cautelare la società ha provveduto a rateizzare il debito erariale e, successivamente, ha depositato istanza di revoca della misura cautelare al Tribunale del Riesame.

L’adito Tribunale della Libertà ha confermato il provvedimento impugnato, riducendo l’importo dovuto al netto delle rate già corrisposte in favore dell’Erario.

Pertanto, l’amministratore indagato ha deciso di proporre ricorso per Cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale, sostenendo che l’intervenuta rateizzazione del debito erariale avrebbe reso illegittimi il sequestro e la successiva confisca.

Nel rigettare il ricorso, i giudici di legittimità hanno precisato che solo con l’integrale pagamento del debito tributario è possibile evitare la confisca e, correlativamente, il sequestro imposto a tal fine, essendo invece insufficiente la mera ammissione ad un piano rateale di pagamento.

Il Collegio afferma come tali conclusioni non possano mutare nemmeno alla luce  delle modifiche intervenute con la recente introduzione del D.Lgs. n. 158 del 2015, il cui art. 12 sancisce: “la confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all’Erario anche in presenza di sequestro” statuendo, subito dopo, che “nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta”.

La Corte ha infatti chiarito che la mera esternazione unilaterale del proposito di adempiere al pagamento svincolata da ogni scadenza e da ogni obbligo formale nei confronti della controparte non può essere sufficiente ad escludere la confisca, in quanto una tale conclusione condurrebbe “a far dipendere la operatività della sanzione, in contrasto con i criteri di logicità e ragionevolezza che devono sempre presiedere all’operazione interpretativa, e in maniera tale da condurre ad una sostanziale neutralizzazione generalizzata dell’istituto, da propositi unilaterali e per di più sforniti di ogni sanzione in caso di mancato rispetto dell’impegno assunto”.

In conclusione, la Suprema Corte ha affermato il principio per cui anche in presenza di piano rateale di versamento, la confisca continua ad essere consentita per gli importi che non siano stati ancora corrisposti così continuando ad essere consentito anche il sequestro a detta confisca finalizzato.

Cass., III Sez. Pen., 11 febbraio 2016, n. 5728 (leggi la sentenza)

Fabrizio Manganiellof.manganiello@lascalaw.com

Davide Manzod.manzo@lascalaw.com

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