Attento a come quereli, il falso va provato!

Dato catastale errato, pignoramento salvato

Con una recente ordinanza, la Suprema Corte ha chiarito quali possano essere le conseguenze derivanti dell’erronea indicazione dei dati catastali dell’immobile pignorato, nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare.

La vicenda trae origine da un’opposizione all’esecuzione (immobiliare) che era stata promossa da due debitori e nella quale avevano eccepito la nullità dell’atto di pignoramento, atteso che l’immobile sottoposto ad espropriazione forzata era stato indentificato con una particella catastale errata.

L’opposizione veniva accolta in primo grado e la sentenza veniva impugnata dalla creditrice procedente.

All’esito del giudizio di appello, il giudice di secondo grado accoglieva il gravame e, per l’effetto, rigettava l’opposizione proposta.

Chiamata a dirimere la vicenda, la Corte di Cassazione, in linea con il precedente orientamento sul punto, ha osservato come l’errore contenuto nell’atto di pignoramento sugli elementi identificativi del bene pignorato non sia da considerarsi causa di nullità dell’atto, tranne nel caso in cui l’errore sia tale da comportare una incertezza assoluta sul bene stesso.

Difatti, secondo la Suprema Corte, in applicazione del principio di conservazione degli atti processali, non si può procedere alla dichiarazione di nullità dell’atto di pignoramento, quando ogni incertezza sull’identificazione del diritto assoggettato ad esecuzione può essere eliminata sulla base degli atti successivi.

Nel caso di specie, in effetti, non vi era stata incertezza né in capo all’opponente, né in capo all’esperto stimatore circa la corretta identificazione del compendio pignorato e neppure – aggiunge la Corte – “nel prosieguo dell’espropriazione forzata, dal momento che, individuato l’errore, i successivi atti, ad iniziare dall’avviso di vendita, riporteranno i dati catastali corretti”.

Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il gravame proposto e ha pronunciato il seguente principio di diritto: “In tema di pignoramento immobiliare, l’erronea indicazione dei dati catastali dell’immobile pignorato non dà luogo a nullità dell’atto nella misura in cui tale errore – nella specie limitato alla sola lettera identificativa del subalterno – non determina incertezza assoluta circa l’identificazione dell’oggetto della vendita forzata, essendo stato tempestivamente rilevato dal giudice dell’esecuzione o dai suoi ausiliari e corretto nella perizia di stima ovvero nell’avviso di vendita”.

Cass., Sez. VI, Ord., 15 settembre 2020, n. 19123

Chiara Calì – c.cali@lascalaw.com

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