Contratti Bancari

Date valuta, di disponibilità e di stornabilità

–          di Gianluca Mucciarone, in Banca, Borsa, Titoli di credito, n. 3/13, pag. 314

L’Autore si sofferma ad esaminare la normativa che disciplina la materia, osservando prima di tutto che, sino al 2009, le uniche disposizioni di legge erano date dall’art. 120, comma 1, T.U.B. (che vietava lo slittamento delle valute per gli assegni emessi dalla stessa banca o tratti sulla stessa succursale) e dall’art. 4, comma 4, d. lgs. 253/2000 (che ammetteva, invece, lo slittamento delle valute per i bonifici transfrontalieri).

Tra il 2009 e il 2010, a seguito del recepimento della direttiva comunitaria sui servizi di pagamento, sono state introdotte alcune novità normative, oggi contenute negli artt. 21 -23 del d. lgs. 11/10 e nell’art. 120, commi 1 – 1 bis, T.U.B. Le prime norme concernono le operazioni di pagamento, mentre le secondo attengono sempre agli assegni. Tali disposizioni, tuttavia, lasciano insoddisfatti, in quanto – come riferisce l’Autore – presentano i seguenti profili critici:

–          frammentarietà = la scelta di distribuire in differenti sedi la disciplina degli assegni e dei servizi di pagamento pare ingiustificabile ed incoerente, anche in considerazione del fatto che l’art. 120 T.U.B. non si occupa di quelle operazioni escluse dal decreto legislativo;

–          promiscuità = analogamente, non sembra corretta la decisione di trattare insieme i temi della data di valuta e della data di disponibilità, che costituiscono concetti distinti;

–          incoerenza = non condivisibile, infine, è la scelta di mescolare i profili sopra indicati anche con il concetto di “tempo per l’esecuzione della richiesta di pagamento”.

Nell’ultima parte dell’articolo, l’Autore espone due problematiche che, secondo lui, la normativa non risolve, ovvero quelle relative al termine per la disponibilità in caso di assegni e alla data di stornabilità in caso di mancato incasso di un titolo di credito.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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