Responsabilità Civile

Danni non patrimoniali anche quando non vi è danno alla salute

Cass., Sez. III, 16 ottobre 2015, n. 20927 (leggi la sentenza)

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20927/15, depositata il 16 ottobre 20015 ha ricordato che è ben vero che la Corte ha inteso in questi ultimi anni ridisegnare l’arca del danno non patrimoniale risarcibile espungendone i pregiudizi inconsistenti che avevano trovato, occasionalmente, tutela nei giudizi di merito pur non potendo assurgere a lesioni meritevoli di tutela e le duplicazioni ingiustificate delle voci di danno.

Da ciò non si può far discendere, però, quale automatica conseguenza, la conclusione per cui il danno non patrimoniale sarebbe risarcibile soltanto qualora ad esso si associ una lesione del diritto alla salute ovvero un vero e proprio danno biologico. La stessa sentenza della Cassazione n. 26972 del 2008 ha chiarito che il danno alla qualità dell’esistenza trova tutela soltanto quando esso si verifichi in conseguenza della lesione di un diritto costituzionalmente garantito (escludendo in tal modo i danni bagatellari) con ciò non precludendo, però, la strada alla possibilità di porre a fondamento della risarcibilità del danno non patrimoniale un diritto fondamentale diverso rispetto al diritto alla salute (e alla lesione di interessi costituzionalmente protetti, quali l’inviolabilità del domicilio e la tutela della famiglia fa riferimento la sentenza impugnata).

Quindi in tema di risarcibilità del pregiudizio per immissioni che superino la soglia di tollerabilità, questione oggetto della sentenza in commento, la Corte ha ricordato come più volte ha già affermato in passato che, pur quando non risulti integrato un danno biologico, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale (v. Cass. n.7875 del 2009).

In particolare Cass. n. 26899 del 2014 ha affermato che l’accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili può determinare una lesione del diritto al riposo notturno e alla vivibilità della propria abitazione, la cui prova può essere fornita dal danneggiato anche mediante presunzioni sulla base delle nozioni di comune esperienza.

20 ottobre 2015

Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com

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