Diritto Processuale Civile

D.L. “del fare”, il Governo punta ad una accelerazione delle tempistiche nel recupero del credito

La notizia è solo di qualche giorno e segna il primo passo verso una riforma che promette di accelerare, almeno in parte, le tempistiche del processo di opposizione a decreto ingiuntivo.

Il 158° posto assegnato all’Italia nell’indice di efficienza globale nel settore del recupero del credito aveva già evidenziato la necessità di intervenire sul quadro normativo attuale per rimuovere le criticità di un rito che, pur avendo attraversato negli anni numerose riforme ed altrettanti correttivi giurisprudenziali, non era ancora riuscito a colmare lo svantaggio competitivo accumulato dall’Italia a causa delle tempistiche del processo di opposizione.

Partendo proprio da questo presupposto, con il decreto-legge c.d. “Del fare”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno 2013, il Governo si è proposto di affrontare la problematica relativa alla tempistica del giudizio di opposizione sotto una diversa angolatura.

Intervenendo sulla tempistica del giudizio, che rappresenta da sempre l’ elemento esogeno più significativo dello stato della nostra giustizia civile, il Governo è, infatti, intervenuto sull’art. 645 del Codice di procedura Civile prevedendo che, nel caso in cui nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo sia stato assegnato al convenuto opposto un termine a comparire che eccede quello ordinario di 90 giorni, il convenuto potrà sempre costituirsi chiedendo l’anticipazione dell’udienza prevista per la comparizione personale delle parti.

In questo modo, il Giudice dovrà fissare l’udienza di comparizione personale non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire, riducendo così da 90 a 60 i giorni previsti per la prima udienza, ed accelerando, al contempo, anche la decisione sulla richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, che ai sensi del novellato art. 648 c.p.c. dovrà essere valutata alla prima udienza alla luce dei seguenti elementi: “se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione oppure se vi siano somme non contestate e l’opposizione non sia stata proposta per vizi procedurali”.

Resta inteso, in ogni caso, che le modifiche suddette troveranno applicazione per le sole opposizioni a decreto ingiuntivo promosse successivamente all’entrata in vigore del decreto legge, ossia il 22 giugno 2013, e sempreché il decreto del Governo venga convertito in legge.

(Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com)

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