Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Curatore, se rinunci al bene niente esecuzione!

Il Tribunale di Savona, chiamato a pronunciarsi sui rapporti tra la procedura fallimentare e quella esecutiva, avente ad oggetto i beni per i quali il curatore ha rinunciato alla liquidazione ex art. 104- ter comma 8 l.f., chiarisce che detta privazione volontaria determina l’impossibilità della curatela ad intervenire nella procedura esecutiva immobiliare sui medesimi.

Il provvedimento in commento, infatti, stabilisce che “il Curatore non ha più alcun titolo per intervenire nell’esecuzione sui beni oggetto di derelizione, in quanto tale intervento non può ora certamente fondarsi sul generale potere di liquidazione spettante al Curatore medesimo, atteso che detto potere si fonda ontologicamente sull’apprensione dei beni alla massa fallimentare, con l’evidente conseguenza che la derelizione ai sensi dell’art. 104-ter comma 8 LF depriva quest’ultimo di ogni e qualsiasi potere liquidatorio, non potendosi nemmeno, per questa ragione, fare applicazione dell’art. 41 TUB comma 2, posto che quest’ultima disposizione logicamente presuppone che il bene sia appreso alla massa fallimentare.”

Il giudice prime cure, inoltre, sostiene che qualsiasi diversa interpretazione, che consentisse l’intervento del Curatore nell’esecuzione individuale avviata da un creditore su un bene oggetto di derelizione ai sensi dell’art. 104-ter comma 8 LF, porterebbe alla paradossale conseguenza che il Curatore potrebbe deprivarsi autonomamente del potere-dovere di liquidazione dei beni della massa fallimentare, pur conservando un titolo per intervenire nelle esecuzioni medesime, quindi sostanzialmente “delegando” in tal modo l’attività di liquidazione ai creditori, senza tuttavia spogliarsi della possibilità di partecipare al piano di distribuzione dell’attivo in sede esecutiva, financo in prededuzione.

Il Tribunale di Savona ha, così, delineato quelli che sono i limiti tra la procedura fallimentare ed esecutiva, soprattutto, nel caso in cui l’esecuzione ha ad oggetto beni che sono stati volontariamente esclusi dalla curatela per l’attività liquidatoria.

Trib. Savona, 30 settembre 2020

Cesare Guglielmini – c.guglielmini@lascalaw.com

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