Diritto dell'Esecuzione Forzata

Cumulabilità dei mezzi di espropriazione

 Cass., III sez. Civ., 9 aprile 2015 n. 7078 (leggi la sentenza)

Il principio della cumulabilità dei mezzi di espropriazione deve essere coordinato con il divieto di abuso degli strumenti processuali.

È quanto stabilito dalla III sez. Civ. della Corte di Cassazione con la sentenza 9 aprile 2015 n. 7078

Il caso: una compagnia assicurativa proponeva opposizione all’esecuzione (un pignoramento presso terzi) assumendo di aver inviato al creditore un assegno circolare per l’intero debito che, ingiustificatamente, non era stato posto all’incasso. Assumeva, altresì, che il creditore avesse intrapreso, prima di quella, un’altra esecuzione (sempre un pignoramento presso terzi) a cui era già seguita l’ordinanza di assegnazione pari all’intero credito.

L’opposizione, accolta dal tribunale, diveniva oggetto del vaglio dei giudici di legittimità ai quali il creditore si rivolgeva lamentando l’erroneità della decisione del giudice di prime cure, in quanto quest’ultimo aveva ritenuto decisivo il fatto che fosse già stata emessa una precedente ordinanza di assegnazione non considerando che l’ordinanza di assegnazione di per sé non determina l’estinzione l’obbligazione che consegue  solo alla riscossione affettiva dell’intero importo.

La Corte di Cassazione, investita della questione, rileva che l’ordinamento processuale offre al creditore gli strumenti per la piena soddisfazione dei suoi diritti creditòri allorquando il debitore non provveda spontaneamente.

In tal senso, deve essere riconosciuta la facoltà di intraprendere più di una azione esecutiva (principio della cumulabilità delle azioni esecutive). È stato, invero, ritenuto dai giudici di legittimità che l’emissione di una ordinanza di assegnazione in sé, non essendo immediatamente satisfattiva, non preclude la possibilità di ottenerne altre sempre in relazione allo stesso titolo e fino alla soddisfazione effettiva del credito.

Tuttavia, afferma sempre la Suprema Corte rifacendosi ad una precedente decisione delle sezioni unite (Cass. S.U. n. 23726 del 2007), il principio su richiamato deve essere temperato dal divieto di abuso degli strumenti processuali, abuso che si rinviene, per esempio, nella condotta del creditore che propone molteplici azioni esecutive al solo fine pratico di moltiplicare le spese di esecuzione.

Anche nel procedimento esecutivo (definito dalla Cassazione come fase patologica del contratto in contrapposizione con la fase fisiologica del contratto) devono operare gli obblighi di correttezza e buona fede.

Nel caso sottoposto alla III Sezione Civile, il mancato incasso dell’assegno da parte del creditore, nonché l’aver promosso il secondo pignoramento presso terzi senza richiedere il pagamento della prima ordinanza di assegnazione al terzo pignorato, costituiscono chiaro abuso degli strumenti processuali.

8 maggio 2015

Guido Malpezzi – g.malpezzi@lascalaw.com

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