Attento a come quereli, il falso va provato!

CTU, quanto è caro un giorno in più!

Gli onorari del consulente tecnico d’ufficio devono essere decurtati, nella misura di legge, nel caso in cui la prestazione non sia stata completata entro il termine stabilito, ovvero eventualmente prorogato, dal Giudice.

Questo è il principio di diritto ribadito dalla Corte di legittimità nella recente pronuncia n. 22621 depositata il 10 settembre, chiamata ad esprimersi in merito alla sanzione da accordare al CTU che abbia depositato in ritardo – anche solo di pochi giorni – la perizia.

Il caso trae origine dalla contestazione circa la liquidazione degli onorari e delle spese riconosciuti a favore di un CTU per la consulenza eseguita nell’ambito di un giudizio civile. L’opponente invocava la riduzione di un terzo, D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 52, comma 2, degli onorari relativi alla relazione, essendo stata quest’ultima depositata in ritardo rispetto alla scadenza indicata dal Giudice. Il Tribunale accoglieva in parte l’opposizione, confermando le spese ammesse al rimborso e riducendo gli onorari, sebbene non nella misura di un terzo in quanto il ritardo nel deposito della relazione era stato di un solo giorno.

La Cassazione veniva dunque investita di decidere circa la violazione della disciplina normativa secondo cui, in caso di deposito tardivo della relazione del CTU, il compenso deve essere ridotto di un terzo. Ebbene, la Corte ha precisato che per gli onorari – non calcolati “a tempo” – si applica la riduzione di un terzo, senza previsione di alcun potere del giudice di graduare la sanzione, né con riferimento al quantum, che il legislatore ha predeterminato, né con riferimento all’entità del ritardo.

Ovviamente occorre indagare le ragioni del ritardo nell’espletamento dell’incarico, in particolare se questo sia conseguente o meno a fatti sopravvenuti non imputabili al CTU. Solo all’esito di siffatta indagine e laddove il ritardo sia imputabile al CTU deve essere applicata la riduzione agli onorari.

Tale decurtazione costituisce dunque una sanzione tesa a disincentivare comportamenti non virtuosi degli ausiliari del giudice, dai quali può derivare la dilatazione dei tempi del processo e la lesione del principio del cd. “giusto processo” di cui all’art. 111 Cost.

Da ciò deriva che anche in presenza di un ritardo minimo nel deposito della relazione, la decurtazione deve essere applicata nella misura fissata dal legislatore, in assenza di qualsiasi potere discrezionale del giudice circa l’applicazione o l’entità della sanzione.

La previsione normativa, precisa la Corte, fa riferimento non soltanto al termine originariamente stabilito, ma anche a quello prorogato dal Giudice, così introducendo un particolare dovere di diligenza e collaborazione del CTU, il quale è tenuto, ove si avveda di non essere in grado di rispettare la scadenza fissata, a presentare un’istanza di differimento.

La ricorrente lamentava, infine, che il giudice di merito, in violazione delle disposizioni di legge, avrebbe erroneamente compensato le spese del grado, pur avendo accolto l’opposizione proposta avverso la prima liquidazione dei compensi dovuti al CTU. Alla luce del principio secondo cui rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito sia la valutazione della soccombenza reciproca che la determinazione delle quote in cui le spese processuali devono ripartirsi tra le parti, la Cassazione ha ritenuto corretta la compensazione delle spese operata dal Giudice di merito.

Cass., Sez. II Civ., 10 settembre 2019, ordinanza n. 22621

Ludovica Citarella – l.citarella@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Con sentenza depositata in data 16 settembre 2020, il Tribunale di Foggia si è pronunciato in merit...

Diritto Processuale Civile

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

La procura rilasciata al difensore per il giudizio di cognizione deve essere intesa come volta non s...

Diritto Processuale Civile

La rivincita del promissario acquirente

L’art. 182, comma 2, c.p.c., nella formulazione introdotta dall’art. 46, comma 2, Legge n. 69/20...

Diritto Processuale Civile

X