Il CSM interviene a favore dell’organizzazione del settore delle procedure concorsuali nella “fase 2” dell’emergenza Covid-19

Cari Lettori,

nella nostra Iusletter, nelle scorse settimane, abbiamo, in più occasioni, cercato di fornire un quadro il più possibile chiaro e aggiornato con riguardo agli effetti che la normativa d’urgenza ha avuto (e continua ad avere) sulle procedure concorsuali con riguardo anche ai protocolli adottati da alcune sezioni fallimentari e alle modalità con le quali, concretamente, sono state gestite tali procedure.

Interviene oggi il Consiglio Superiore della Magistratura che, con una delibera plenaria adottata il 4 giugno, dopo aver ripercorso proprio i provvedimenti assunti dal Governo nel pieno dell’emergenza Covid, ha affermato che tali “disposizioni hanno inevitabilmente determinato la stasi dell’attività giudiziaria non urgente, incidendo fortemente anche sui settori delle esecuzioni immobiliari e delle procedure concorsuali, indubbiamente nevralgici per la funzionalità del sistema sotto il profilo della circolazione delle risorse economiche”.

Il tema del danno subito dai creditori a causa della mancata distribuzione di somme già disponibili e derivanti dal realizzo di beni delle procedure è, in realtà, già noto e attenzionato da qualche settimana.

Come Studio ci siamo fatti portavoci della necessità di reimmettere, nel più breve tempo possibile, tali somme nel circuito economico ponendo tale tema all’attenzione dei Giudici Delegati.

Alcuni Tribunali Fallimentari si sono pronunciati nel senso di autorizzare i Curatori a prelevare dal conto corrente del relativo fallimento quantomeno una parte della somma da attribuire per esempio al creditore ipotecario, senza appunto dover attendere il piano di riparto. Si vedano in tal senso, a mero titolo esemplificativo, i decreti emessi, tra gli altri, dai Tribunali di Milano, Roma, Sanremo, Genova, Biella e il provvedimento reso dal Tribunale di Varese il quale, proprio in considerazione della natura ipotecaria del credito, ha autorizzato la Curatela ad anticipare al creditore, nelle more della predisposizione del progetto di riparto, una somma a titolo di acconto sul maggior credito spettante allo stesso (cfr. Trib. Varese del 26 ottobre 2007 – Fall. Terzaroli S.a.s. – G.D. Dott. Lualdi).

Anche nella decretazione d’urgenza – con riferimento alla sospensione del decorso dei termini prevista dal Decreto-Legge n. 18 del 17.03.2020  e dal successivo Decreto-Legge n. 23 del 8.04.2020 – l’attività di ripartizione delle somme in sede concorsuale assume la qualifica di attività “urgente” sulla base di quanto previsto dall’art. 83, comma 3, lett. a), D.L. n. 18/20, che consente che siano, appunto, dichiarati urgenti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti.

Tale urgenza è stata recepita da numerosi Tribunali italiani, anche attraverso l’emissione da parte dei Presidenti delle Sezioni Fallimentari di Circolari aventi carattere generale, con le quali i Curatori sono stati invitati a predisporre perentoriamente progetti di riparto nell’ambito delle procedure concorsuali pendenti, proprio al fine di non pregiudicare gli interessi economici del ceto creditorio e, anzi, di temperare gli effetti economici oltremodo negativi innescati dall’emergenza sanitaria.

Si ricordano in proposito le istruzioni fornite dal Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano, con la Circolare del 16.04.2020, di cui si è già conto nella nostra Iusletter:

Il Presidente, all’esito della riunione organizzativa 47 quater del 10.04.2020 tenuta da remoto mediante teams, comunica che la sezione, in persona di ciascun giudice ha ritenuto l’attività di ripartizione dei fallimenti URGENTE, ai sensi dell’art. 83 comma 3 DL 18 /2020, ciò alla luce della situazione di grave necessità finanziaria del Paese in generale sottolineata anche dal DL 23 dell’8.4.2020, nonché delle imprese, dei lavoratori, dei professionisti che compongono il ceto creditorio di qualunque procedura concorsuale, anche al fine di reimmettere in circolo immediatamente le risorse finanziarie recuperate dalle procedure concorsuali per evitare il grave pregiudizio soggettivo per i creditori che il ritardo nella trattazione di questa materia certamente determina.

Conseguentemente sono state studiate modalità specifiche per la dichiarazione di esecutività del piano di riparto parziale o finale che sia, durante il periodo di sospensione, la cui esecuzione, come si è già detto nella circolare 10.3.2020, avviene attraverso i mandati telematici.

Il giudice DISPONE quindi che il Curatore provveda a dare tempestiva comunicazione del deposito del piano di riparto e del decreto che ordina il deposito a tutti i creditori ammessi al passivo, ai creditori in prededuzione non soddisfatti, a coloro che hanno proposto opposizione a mezzo PEC, avvertendoli esplicitamente che i documenti giustificativi sono consultabili presso il suo studio in via telematica previa richiesta e che, ESSENDO INTERVENUTA LA DECLARATORIA DI URGENZA ed essendoci problematiche di contenimento dei rischi pandemici, l’approvazione si deve svolgere con modalità che limitino i contatti interpersonali diretti. Pertanto eventuali reclami o semplici osservazioni devono essere presentati con invio e deposito telematico , sia al curatore alla pec del fallimento che alla mail del curatore dal medesimo comunicata ( stanti le problematiche di riduzione del personale al solo presidio che impediscono di effettuare efficaci controlli sulla mail di cancelleria ) entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione del decreto che ordina il deposito in cancelleria con le modalità di cui all’art. 36 l.f. , non applicandosi la sospensione sino al 11.05.2020” .

Parimenti, la natura urgente delle operazioni di distribuzione in ambito concorsuale è stata via via recepita da numerosi Tribunali italiani, che, in alcuni casi, hanno imposto ai Curatori di provvedere alla immediata ripartizione dell’attivo delle Procedure ove questo sia superiore a specifiche soglie e che, in molti casi, hanno altresì disposto altresì che i termini per la presentazione di reclami ex art. 36 l.f. avverso il progetto di riparto delle Curatele non siano soggetti alla sospensione di cui ai Decreti-Legge nn. 18\2020 e 23\2020 (ex multis, Circolare del 23 marzo 2020 del Tribunale di Bologna – Sezione IV Civile e delle Procedure Concorsuali; Circolare del 18.03.2020 del Tribunale di Catania – Sezione Fallimentare; Circolare del 30.03.2020 del Tribunale di Benevento – Sezione II Civile; Circolare del 2.04.2020 del Tribunale di Bergamo – Seconda Sezione Civile; Circolare del 14.04.2020 del Tribunale di Verona.

Intervengono ora le linee guida del CSM che, con riferimento ai piani di riparto, testualmente recitano: “nell’ottica di attenuare le ripercussioni economiche negative innescate dall’emergenza epidemiologica e connesse al blocco delle attività produttive, anche nell’ambito delle procedure concorsuali vanno favorite ed accelerate le operazioni di riparto, parziale e finale, delle liquidità conseguite. Occorre evitare, quindi, anche in relazione a tali procedure, che risorse già suscettibili di distribuzione rimangano infruttuosamente depositate sui conti bancari della procedura. A tal fine si raccomanda d’invitare i curatori, i liquidatori ed i commissari straordinari, salve le opportune valutazioni connesse alle peculiarità del caso concreto, a provvedere senza indugio al deposito dei progetti di ripartizione di tutte le somme disponibili, con riserva unicamente di quelle occorrenti per gli accantonamenti di legge e per le spese di procedura. Per il raggiungimento di tale obiettivo andranno sollecitati tutti gli adempimenti possibili propedeutici ai riparti, quali la derelizione di beni ormai non liquidabili e di crediti non esigibili, i rendiconti, le istanze di liquidazione di acconti e/o compensi. Per l’esecuzione in concreto del riparto deve consigliarsi anche in materia concorsuale l’utilizzo di modalità esclusivamente telematiche per la gestione dei mandati di pagamento, sia da parte del giudice che da parte della cancelleria. In tal modo si assicurerà, infatti, l’emissione tempestiva del provvedimento, in un frangente in cui le cancellerie operano a ranghi ridotti; si eviterà, nel contempo, ai curatori di accedere alla cancelleria per richiedere copia conforme dei mandati di pagamento. È, pertanto, auspicabile che i giudici delegati provvedano ad evadere i mandati utilizzando la consolle del magistrato ovvero organizzando modalità di trasmissione telematica dei mandati agli istituti di credito. Tra le possibili modalità operative si segnala la prassi virtuosa della trasmissione da parte delle cancellerie, a mezzo pec, direttamente alle filiali delle banche destinatarie dell’ordine di pagamento, dei duplicati dei provvedimenti firmati digitalmente”.

Con riguardo poi all’attività liquidatoria, le linee guida prevedono che “in tutti gli uffici giudiziari i curatori e i liquidatori potranno immediatamente riprendere le operazioni di vendita dei beni mobili e immobili ogni qualvolta sussistano le condizioni per consentire ai potenziali interessati all’acquisto la visione dei beni da liquidare, alla luce delle prescrizioni di profilassi e “distanziamento sociale” imposte dalle Autorità competenti”.

Il CSM affronta anche il tema delle udienze prevedendo che, nell’ottica di provvedere con ragionevole solerzia alla distribuzione delle somme disponibili in seno alle procedure concorsuali, debba essere tendenzialmente assicurata la celebrazione, pure nel corrente periodo di emergenza sanitaria, delle udienze all’uopo funzionalmente imprescindibili. Tra queste vengono in rilievo in maniera precipua come non differibili le udienze di rendiconto, in quanto necessariamente preliminari al riparto finale ex art.116 l. fall. In via gradata, andranno considerate funzionali ai riparti, anche parziali, tanto da doversene possibilmente assicurare la celebrazione a breve, le udienze di accertamento dello stato passivo qualora sia necessario verificare i crediti di lavoratori dipendenti, professionisti e artigiani da ammettere in vista di un imminente riparto o di pagamento, nel caso di dipendenti, da parte dell’INPS.

Analoga necessità di trattazione non differita si riscontra nelle procedure di concordato preventivo, con riferimento all’adunanza dei creditori e alle udienze di omologazione, poiché spesso i termini previsti per i pagamenti decorrono proprio dall’omologa del concordato, che, pertanto, dovrebbe essere disposta nel più breve tempo possibile per consentire rapidamente l’inizio dell’esecuzione.

Nei procedimenti per la declaratoria di fallimento sembra opportuno procedere quanto prima alla fissazione e alla celebrazione dell’udienza ex art 15 l.fall..

L’urgenza ricorre sia con riferimento a ricorsi/richieste proposti prima del 9 marzo, sia con riguardo a quelli proposti successivamente, con o senza declaratoria di improcedibilità, in considerazione del possibile decorso dell’anno previsto dall’art 10 l.fall. e del maturare della decadenza dalle azioni revocatorie ai sensi dell’art 69-bis l.fall. che è solo in parte scongiurato dal disposto dell’art. 10 del d.l. n. 23 dell’8 aprile 2020.

Qualche considerazione finale. I principi contenuti nelle linee guida sono certamente attuali e assolutamente condivisibili. A me pare però che, mentre scrivo questo contributo, si sia già in una fase successiva. La necessità che il sistema giustizia si sblocchi soprattutto con riguardo ai comparti delle esecuzioni e delle procedure concorsuali era evidente nel pieno della emergenza epidemiologica e lo è ancora di più oggi che siamo in “fase 2”.

Ma i principi non bastano più.

Occorrono linee guida e protocolli uniformi per tutti i Tribunali innanzitutto nella gestione di queste procedure ma, a ruota, nella gestione delle udienze.  Occorrono cancellerie organizzate e adeguatamente staffate perché possano assorbire il carico di lavoro che arriva, a cascata, dall’attività svolta da Giudici e Curatori.

In sintesi? Uniformità ed efficienza senza le quali nessun buon proposito potrà fare alcunchè.

A presto,

Luciana Cipolla

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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