responsabilità degli amministratori

35° pillola: le novità in materia di composizione negoziata della crisi d’impresa: rateizzazione del debito e allerta esterna

Cari Lettori,

nella Gazzetta Ufficiale n. 310 del 31 dicembre 2021 (suppl. ord. n. 48) è stata pubblicata la L. 29 dicembre 2021, n. 233 di conversione del D.L. 6 novembre 2021, n. 152, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”.

Alcune norme di tale legge, in particolare gli artt. 30 – ter, 30- quater, 30- quinquies e 30 – sexies, hanno introdotto novità rilevanti in materia di composizione negoziata.

Vediamole nel dettaglio:

– l’art. 30- ter ha introdotto una “interoperabilità” tra la piattaforma telematica nazionale e altre banche dati. Più precisamente viene previsto chela piattaforma telematica nazionale istituita ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118 sia collegata alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia e alle banche di dati dell’Agenzia delle entrate, dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’agente della riscossione.L’esperto potrà accedere a tali banche dati – previo consenso prestato dall’imprenditore – ed estrarre la documentazione e le informazioni necessari per l’avvio o la prosecuzione delle trattative con i creditori e con le parti interessate;

– l’art. 30 – quater prevede che i creditori possono accedere alla piattaforma telematica nazionale e inserire al suo interno le informazioni sulla propria posizione creditoria e i dati eventualmente richiesti dall’esperto. Essi accedono ai documenti e alle informazioni inseriti nella piattaforma dall’imprenditore al momento della presentazione dell’istanza di nomina dell’esperto indipendente o nel corso delle trattative. La documentazione e le informazioni inserite nella piattaforma sono accessibili previo consenso prestato dall’imprenditore e dal singolo creditore.

–  l’art. 30 – quinquies introduce un programma informatico gratuito che elabora i dati necessari per accertare la sostenibilità del debito esistente e che consente all’imprenditore di condurre il test pratico di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118 per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento.

Nel caso in cui l’indebitamento complessivo dell’imprenditore non supera l’importo di 30.000 euro e, all’esito dell’elaborazione condotta dal programma di cui al comma 1, tale debito risulta sostenibile, il programma elabora un piano di rateizzazione. L’imprenditore comunica la rateizzazione ai creditori interessati dalla stessa avvertendoli che, se non manifestano il proprio dissenso entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, il piano si intenderà approvato e sarà eseguito secondo le modalità e i tempi nello stesso indicati. Ferma la responsabilità dell’imprenditore per l’inserimento nel programma di dati o informazioni non veritieri.

Viene attribuito al Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione il compito di definire con decreto – da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge  – le informazioni e i dati da inserire nel programma informatico, le specifiche tecniche per il suo funzionamento e le modalità di calcolo del tasso di interesse applicabile ai crediti rateizzati.

Infine

– l’art. 30 – sexies introduce le segnalazioni dei creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS; Agenzia della Riscossione) all’organo di controllo e all’imprenditore, indicando le  soglie superate le quali dette segnalazioni devono essere fatte. In particolare devono essere segnalati all’imprenditore e all’organo di controllo:

  • dall’INPS, il ritardo di oltre 90 giorni nel versamento dei contributi previdenziali di ammontare superiore, per le imprese con lavoratori subordinati e para subordinati, al 30% di quelli dovuti nell’anno precedente e alla soglia di 15mila euro, e, per quelle senza i predetti lavoratori, alla soglia di 5mila euro;
  • dall’Agenzia delle entrate, l’esistenza di un debito scaduto e non versato per l’IVA, risultante dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche, superiore a 5mila euro;
  • dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, l’esistenza di crediti affidati per la riscossione e scaduti da oltre 90 giorni, superiori, per le imprese individuali, a 100mila euro, per le società di persone a 200mila euro e, per le altre società, a 500mila euro.

Tali segnalazioni sono inviate:

  • dall’Agenzia delle entrate, entro sessanta giorni dal termine di presentazione delle comunicazioni di cui all’articolo 21 -bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
  • dall’Istituto nazionale della previdenza sociale e dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, entro sessanta giorni decorrenti dal verificarsi delle condizioni o dal superamento degli importi indicati.

La segnalazione che i creditori pubblici qualificati fanno all’organo di controllo e all’imprenditore deve contenere l’invito a richiedere la composizione negoziata di cui all’articolo 2 del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118.

Per l’entrata in vigore delle suddette disposizioni il legislatore ha previsto tempi diversi:

a) per l’Istituto nazionale della previdenza sociale, si applicano in relazione ai debiti accertati a decorrere dal 1° gennaio 2022;

b) per l’Agenzia delle entrate, si applicano in relazione ai debiti risultanti dalle comunicazioni periodiche relative al primo trimestre dell’anno 2022;

c) per l’Agenzia delle entrate-Riscossione, si applicano in relazione ai carichi affidati all’agente della riscossione a decorrere dal 1° luglio 2022.

Vale la pena precisare che il legislatore non ha introdotto, contrariamente a quanto previsto nel Codice della Crisi, alcuna sanzione nè per l’imprenditore che non si adegui alla segnalazione ricevuta, soprattutto nell’ipotesi di squilibrio patrimoniale economico e finanziario che renda probabile l’insolvenza né per i creditori pubblici qualificati.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

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