Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Il credito vantato nei confronti di un concordato non impedisce la chiusura del fallimento

La circostanza per la quale il fallimento vanti un credito nei confronti di una società in concordato preventivo giunta alla fase esecutiva e sia in attesa di liquidazione, non impedisce la chiusura del fallimento stesso.

In questo senso si è pronunciata una recente sentenza del Tribunale di Mantova.

Nella fattispecie esaminata, il curatore, dopo aver eseguito la ripartizione dell’attivo, ha presentato istanza di chiusura della procedura fallimentare, rilevando tuttavia la permanenza in capo al fallimento di una posizione creditoria nei confronti di una società in concordato preventivo in difficoltà nello svolgimento dell’attività liquidatoria. Infatti, il liquidatore giudiziale della società in concordato non garantiva, nel breve/medio periodo, il pagamento delle somme spettanti ai creditori, preannunciando altresì la possibilità che la società stessa non riuscisse neppure a rispettare quanto previsto nel piano concordatario.

Il Giudice delegato del fallimento ha quindi disposto la chiusura della procedura fallimentare, ritenendo applicabile la nuova disciplina dell’art. 118, 2° co. l.f. all’ipotesi in cui il fallimento risulti creditore di una società in concordato preventivo in fase esecutiva e sia in attesa degli esiti della liquidazione concordataria.

La norma richiamata dalla sentenza in commento, che, come noto, disciplina i casi di chiusura del fallimento, è stata sottoposta ad un recente intervento legislativo e oggi prevede, tra gli altri, che possa essere disposta la chiusura del fallimento, dopo la ripartizione finale dell’attivo, anche in presenza di giudizi pendenti.

Il Giudice mantovano ha quindi annoverato il concordato preventivo già in fase esecutiva tra questi giudizi, la cui pendenza non pregiudica la possibilità di disporre la chiusura di un fallimento.

Inoltre, la sentenza ha già autorizzato il curatore, nell’ipotesi in cui, in futuro, il credito del fallimento dovesse essere soddisfatto, ad aprire un conto corrente intestato alla procedura e vincolato a mandato dal Giudice nonché a provvedere ad un nuovo riparto finale.

Trib. Mantova, 3 marzo 2016 

Giulia Camilli g.camilli@lascalaw.com

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