Poi il credito lo trovi da te, questa è l’assegnazione che non c’è

Poi il credito lo trovi da te, questa è l’assegnazione che non c’è

La sentenza che definisce il giudizio di opposizione all’esecuzione a favore dell’opponente debitore, legittima quest’ultimo ad esperire azione di ripetizione della somma che risultasse indebitamente assegnata al creditore pignorante – nell’ambito del precedente pignoramento presso terzi – quand’anche la relativa ordinanza di assegnazione delle somme sia stata emessa prima della sentenza.

In tal caso, è destinata a perdere rilevanza “la irrevocabilità ed irretrattabilità del provvedimento di assegnazione… di fronte al giudicato, intervenuto tra creditore procedente e debitore esecutato, che accerta la invalidità od inefficacia, originaria o sopravvenuta, parziale o totale, del diritto di agire in executivis per il credito portato dal titolo”.

Così si è espressa la III Sezione civile della Corte di Cassazione, con ordinanza del 15 febbraio, contro le pretese del ricorrente, affermando la prevalenza di quanto accertato all’esito del giudizio di opposizione.

Brevemente riassumendo il caso di specie, per meglio comprendere la pronuncia in esame, C.F.**** otteneva sentenza dal Tribunale di Locri (poi confermata in secondo grado dalla Corte di appello di Reggio Calabria), che condannava E****a pagare la somma di 73.135,47 Euro, a titolo di indennizzo dovuto in conseguenza della espropriazione per pubblica utilità di un terreno. A seguito di tale sentenza, E**** adempiva spontaneamente al pagamento di una somma diversa ed inferiore, pari a 66.711,92 euro. Così C.F.**** promuoveva pignoramento presso terzi per ottenere il pagamento della diversa e più alta somma accertata in sede di giudizio. Avverso l’esecuzione, allora, E**** depositava ricorso in opposizione ex art. 615 c.p.c. Nelle more della definizione del giudizio di opposizione, però, il Tribunale adito emetteva ordinanza di assegnazione delle somme per l’importo di 74.922,80 euro che veniva corrisposta dal terzo pignorato, estraneo al rapporto di debito intercorrente tra C.F.**** ed E****.Il giudizio di opposizione, poi, si concludeva con sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro, il quale accertava che la corretta somma che E**** avrebbe dovuto corrispondere a C.F.**** era appunto pari a 66.711,92 euro. E**** – avendo già corrisposto spontaneamente la somma di 66.711,92 euro, ma anche la somma di 74.922,80 euro tramite versamenti effettuati dal terzo pignorato – con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., chiedeva la ripetizione dell’indebito corrisposto a C.F.****.

La Corte di Cassazione, alla quale è stata dunque rimessa la questione, ha stabilito che “l’indagine relativa all’accertamento del diritto alla restituzione vantato da E****, non può ritenersi circoscritta -come sembra ipotizzare il ricorrente, nel motivo di ricorso per cassazione in esame- esclusivamente al carattere “indebito” del primo pagamento spontaneamente eseguito dalla società debitrice, ma comprende anche il secondo pagamento (seguito alla ordinanza di assegnazione del Giudice della esecuzione). E**** aveva agito in ripetizione, non della somma “spontaneamente” pagata il 28.2.2004 (essendo tale pagamento dovuto), ma per il recupero della somma pagata “successivamente” a seguito della ordinanza del 3.5.2005 emessa dal Giudice dell’esecuzione, ripetizione non consentita dalla definitività, irrevocabilità ed intangibilità della ordinanza di assegnazione”.

In fondo, è stato accertato in tale sede, che non assume rilievo quale sia il pagamento ripetibile individuato nella domanda di E**** (quello “spontaneamente eseguito” ovvero quello “coattivamente disposto” a seguito di “assegnazione della somma” dichiarata dovuta dal debitor debitoris).

Quando è unica la causa debendi cristallizzata nel diritto di credito accertato, come in questo caso, “ogni ulteriore e distinto pagamento diretto a soddisfare quel medesimo credito già estinto, non trova più alcuna giustificazione causale. Sicché… la domanda ex art. 2033 c.c.… non esclude…  la verifica dei presupposti dell’indebito con riferimento anche alla somma – per l’identico importo nuovamente corrisposta “per il medesimo titolo” in seguito alla ordinanza di assegnazione del GE la quale… non può ritenersi, tuttavia, immune dalla efficacia dell’accertamento della “inesistenza” del diritto ad agire “in executivis” per il diverso (maggiore) importo del credito oggetto del pignoramento presso terzi, contenuto nella sentenza passata in giudicato del Giudice della opposizione ex art. 615 c.p.c.”.

Cass., Sez. III Civ., 15 febbraio 2019, ordinanza n. 4528

Barbara Maltese – b.maltese@lascalaw.com

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