La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Cqs: legittimata passiva la compagnia assicurativa – no alla restituzione degli oneri up-front

Il tribunale di Asti, nella persona del Dott. Carena, con la recentissima sentenza n. 255 pubblicata in data 16 maggio 2020, ha ribaltato la pronuncia di primo grado emessa dal Giudice di Pace di Alba in tema di: i) legittimazione passiva con riferimento alla restituzione delle quote premio assicurativo non godute nei casi di estinzione anticipata di contratti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione; ii) validità ed efficacia della clausola di anticipata estinzione.

Con riferimento al primo aspetto, il Giudice di primo grado, ritenendo il soggetto mutuante beneficiario del contratto assicurativo, decideva per la sua legittimazione passiva con riferimento alla restituzione della parte di premio non goduta, ferma la possibilità per quest’ultimo di agire in regresso nei confronti della Compagnia Assicurativa interessata.

Il Giudice dell’Appello, invece, pur ritenendo pacifico che i costi di assicurazione devono essere rimborsati in caso di estinzione anticipata del finanziamento, ha aderito all’orientamento giurisprudenziale secondo cui “l’unico soggetto passivamente legittimato in ordine alla richiesta di restituzione o rimborso del premio sia l’impresa assicuratrice e non l’ente erogatore del finanziamento” (cfr, ex pluribus, Tribunale di Torino, n. 1354/16 del 9.3.2016).

La sentenza in commento presenta uno spunto interessante nella motivazione. Il Giudice, infatti, ha chiarito che: “l’esistenza di un collegamento negoziale tra il contratto di finanziamento e il contratto assicurativo rileva unicamente sotto il profilo dell’insorgenza del diritto alla restituzione (nel senso che, estinguendosi anticipatamente il primo, viene meno parte del rischio assicurato e, quindi, della causa che sorregge il pagamento del premio nella misura determinata ad origine), ma non determina il sorgere di un obbligo restitutorio da parte di un soggetto diverso rispetto all’accipiens, che, oltre ad essere il soggetto che ha materialmente ricevuto il denaro, è anche il soggetto che beneficia dell’estinzione anticipata, non essendo più esposto al rischio della copertura assicurativa.

Ulteriore tema affrontato è quello della validità della clausola contrattuale che esclude, sempre nel caso di estinzione anticipata, la retrocessione dei costi sostenuti per l’attivazione del finanziamento.

In tale contesto, il Giudice di Pace di Alba aveva dichiarato la clausola in commento invalida, nulla e inefficacie perché contraria alla normativa di cui all’art. 125 TUB, vecchia e nuova formulazione.

Il Tribunale di Asti ha riformato la sentenza di primo grado anche su questo aspetto, facendo leva sulla formulazione dell’art. 125 – sexies TUB, applicabile ratione temporis al caso di specie, il quale prevede che: “Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto”.

In particolare, il Giudice dell’appello ha sottolineato che: “Le condizioni pattuite (e specificamente approvate per iscritto) all’art. 8 del contratto di finanziamento in oggetto risultano pertanto del tutto legittime e conformi alla legge, essendosi limitate le parti a concordare la restituzione dei costi di gestione non ancora maturati al momento della eventuale estinzione anticipata, e il trattenimento, in capo al finanziatore, dei costi sostenuti per l’attivazione del finanziamento”.

La pronuncia in esame, inoltre, rappresenta un importante precedente, soprattutto a seguito della nota sentenza della Corte di Giustizia Europea (c.d. Lexitor) che rischierebbe un’applicazione formale ed inesatta in assenza di validi principi cardine sanciti dalla Giurisprudenza nazionale.

E invero, da una attenta lettura della sentenza in commento è possibile estrapolare i seguenti principi:

  • qualunque azione giudiziaria volta alla ripetizione dei premi assicurativi non goduti in ragione dell’intervenuta estinzione anticipata del contratto di finanziamento, dovrà essere qualificata come un’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo, con la conseguenza che, in quanto tale, questa dovrà essere promossa unicamente nei confronti dei soggetti che hanno incamerato le somme richieste, ovvero le Compagnie assicurative;
  • ai fini della restituzione dei costi legati al finanziamento, in caso di estinzione anticipata dello stesso, resta ferma la distinzione tra oneri cd. up-front e oneri recurring.

E’ auspicabile che su questi temi si sviluppi ulteriormente una Giurisprudenza che sappia applicare i principi generali stabiliti dalla Corte Europea mediante una concreta valutazione della fattispecie nell’ambito della legislazione nazionale e dei principi normativi vigenti.

Trib. Asti, 16 maggio 2020, n. 255

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

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