A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

COVID-19: misure per garantire la continuità delle imprese

Il nostro Paese sta senz’altro affrontando un’emergenza sanitaria senza precedenti che ha obbligato il governo a adottare ed attuare penetranti misure urgenti di contenimento. Il lockdown, disposto attraverso l’emanazione dei DPCM 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, ha imposto la chiusura sino al 3 maggio 2020 di tutte le attività industriali e commerciali, fatte salve solo le filiere considerate essenziali. Tali misure, se appaiono idonee a fronteggiare l’epidemia da un punto di vista sanitario, hanno di certo avuto pesanti effetti collaterali sull’economia, gettando le imprese, costrette a chiudere da un giorno all’altro i propri stabilimenti ed esercizi, in una forte crisi. Il legislatore si sta dunque adoperando al fine di cercare di alleviare, per quanto possibile e consentito, gli effetti di tale crisi sulle imprese.

In data 8 aprile 2020 è stato dunque emanato il cd. Decreto Liquidità.

Con esso, il legislatore ha varato nuove norme per il sostegno alla liquidità delle imprese, facilitando l’accesso al credito e posticipando i versamenti di contributi e imposte, nonché per la difesa dell’economia nazionale estendendo l’ambito applicativo del Golden Power.

Accanto a tali misure, il legislatore ha opportunamente adottato anche alcune disposizioni volte a garantire la continuità delle imprese, al fine di evitare che a causa dell’epidemia e delle conseguenti misure di contenimento, un considerevole numero di società debba essere posto in liquidazione o assoggettato a procedura concorsuale in conseguenza delle perdite subite a seguito del lockdown. Tra queste misure appaiono fondamentali quelle dirette a derogare le disposizioni del codice civile che prevedono la riduzione obbligatoria del capitale sociale, lo scioglimento in caso di riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale e la postergazione dei finanziamenti effettuati dai soci.

Nello specifico, l’articolo 6 del Decreto Liquidità prevede che non saranno applicabili fino al 31 dicembre 2020 gli artt. 2446, 2° e 3° comma, 2447, 2482-bis, 4°, 5° e 6° comma e 2482-ter c.c. in materia di riduzione del capitale per perdite e riduzione del capitale per perdite al di sotto del limite legale.  Sino a tale data, inoltre, non opereranno le disposizioni di cui agli artt. 2484, 1° comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile, i quali dispongono rispettivamente che la riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale per le società di capitali nonché la perdita dell’intero capitale sociale per le società cooperative comportano lo scioglimento delle stesse.

La norma è di fondamentale importanza poiché permette agli amministratori delle società di capitali e cooperative di evitare, in una situazione emergenziale come quella attuale, di dover mettere in liquidazione la società in caso di perdite tali da ridurre o azzerare il capitale sociale, senza esporsi alla responsabilità di cui all’art. 2486 c.c., il quale prevede che gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi qualora, verificatasi una causa di scioglimento della società, non gestiscano la società ai soli fini di conservare l’integrità e il valore del patrimonio sociale in ottica liquidatoria.

Non si rinviene tuttavia la previsione di alcuna esimente rispetto ai reati fallimentari ed in particolare al reato di bancarotta semplice di cui all’art. 217, 1° comma, n. 4) Legge Fallimentare.

Inoltre, l’articolo 7 del Decreto Liquidità sospende l’applicazione del primo principio di redazione del bilancio contenuto nell’art. 2423-bis c.c., ovvero quello rappresentato dalla prospettiva della continuità aziendale.

Tale deroga è temporalmente limitata all’esercizio 2020 e varrà per le società il cui ultimo bilancio chiuso prima del 23 febbraio 2020 ne attestava la prospettiva di continuità.

Infine, con l’intento di incentivare l’apporto di liquidità da parte dei soci, l’articolo 8 del Decreto Liquidità ha previsto che, in deroga agli artt. 2467 e 2497-quinquies c.c., tutti i finanziamenti effettuati dai soci o da chi esercita attività di direzione e coordinamento, dalla data di pubblicazione del Decreto e sino al 31 dicembre 2020, non saranno soggetti al vincolo di postergazione in favore degli altri creditori sociali.

Michele Massironi – m.massironi@lascalaw.com

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