La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

I costi up front non si rimborsano, la Lexitor ha efficacia verticale

Anche il Giudice di Pace di Roma, nella persona della Dott.ssa Emanuela Artone, con la recentissima sentenza resa in data 31 luglio 2020 e depositata in cancelleria in data 28 agosto 2020, si è allineato a quella Giurisprudenza che ritiene la sentenza dalla Corte di Giustizia Europea dell’11 settembre 2019, c.d. Lexitor, non suscettibile di efficacia diretta orizzontale, ossia quella che si spiega nei rapporti tra i singoli.

La pronuncia in commento è stata emessa in un contesto in cui un consumatore, a seguito di estinzione anticipata di un contratto di delegazione del quinto dello stipendio, agiva in giudizio nei confronti della società finanziaria per ottenere la condanna della stessa alla restituzione della somma indebitamente trattenuta.

E invero, la società finanziaria aveva provveduto, ai sensi dell’art. 125 – sexies TUB e in ottemperanza a quanto previsto nel contratto, alla restituzione dei soli costi c.d. recurring, ritenendo le ulteriori somme corrisposte a titolo di commissione di accensione e provvigione dell’intermediario del credito, quali up -front e, pertanto, non rimborsabili.

In tale contesto, il giudicante ha respinto la domanda di parte attrice, così motivando: “quanto ai costi “up front”, in essi rientra la commissione bancaria e la provvigione di intermediazione, che attengono esclusivamente al momento genetico del rapporto; si tratta, evidentemente, di attività poste in essere al fine della costituzione del rapporto, che prescindono del tutto dalla durata del rapporto, e sulle quali, dunque, non incide l’estinzione anticipata dello stesso, attività che devono essere remunerate non essendo ragionevole far gravare sul soggetto mutuante gli effetti di una scelta liberamente effettuata del mutuatario  nell’estinguere anticipatamente il contratto. In definitiva, per l’evidenziata ragione, non si ravvisa alcuna clausola abusiva o vessatoria, atteso che la scelta unilaterale del consumatore, di anticipare l’estinzione del finanziamento, non può certamente tradursi in un danno per il soggetto mutuante che, comunque, per il periodo della vigenza del rapporto, ha posto in essere una serie di attività e sostenuto costi”.

Elemento peculiare nel caso di specie è la circostanza per cui il Giudice arrivi a questa conclusione prescindendo dalla sentenza Lexitor.

Con riguardo a questa, in ogni caso, il Giudice precisa che la Lexitor:

  1. non è stata resa in relazione ad una fattispecie sorta nell’Ordinamento Italiano;
  2. ha efficacia verticale e non orizzontale, con ciò intendendosi che l’interessato può far valere solo nei confronti dello Stato un’eventuale asserita imperfetta attuazione della Direttiva 48/2008/CE, con la conseguente impossibilità per il giudice investito della controversia di disattendere la normativa italiana sulla scorta di un contrasto neppure dimostrato.

Giudice di Pace Roma, Sez. V, 31 luglio 2020

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

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