Contratti

Corte di Cassazione sez. III – 8 ottobre 2009 n. 21389

Commento alla sentenza:

 

Nel trasporto amichevole o di cortesia, diversamente che nel trasporto gratuito, il vettore risponde a titolo extracontrattuale, ai sensi dell’art. 2043 c.c.; resta onere del danneggiato provare il dolo o la colpa, ricorrente ogni qualvolta il vettore abbia tenuto un comportamento non improntato ai canoni oggettivi della perizia e della diligenza.

Il caso in esame è quello di un incidente occorso a terzo trasportato a titolo amichevole, all’ interno di un parcheggio di un centro commerciale. La decisione riformata escludeva la responsabilità del conducente, poiché l’incidente era avvenuto in conseguenza di un urto in retromarcia contro un pilone malamente illuminato e, dunque, non visibile: la ricorrente aveva lamentato la violazione dell’art. 2054 c.c. e degli artt. 4 e 18 L. 24.12.1969 n. 990, sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti (abrogata dall’art. 354 d.lgs. 7 settembre 2005 n. 209).

Il Supremo Collegio ha accolto il ricorso, asserendo che il Giudice di prime cure aveva dato ragione al conducente, concludendo, in maniera superficiale, che, poiché notte, il muretto urtato non poteva essere visibile.

In realtà le manovre di retromarcia sono quelle che comportano maggiore pericolo, dato l’alto livello d’incertezza, la quale impone all’automobilista l’obbligo di osservare un elevato grado di prudenza.

In tal caso per escludere la colpa, si sarebbe dovuto provare il caso fortuito o la forza maggiore, dato non rilevato in tale circostanza.

Nel precedente giudizio si era esclusa la responsabilità del conducente rimarcando elementi (bassa velocità e cinture di sicurezza indossate) che non hanno nulla a che vedere con la prudenza richiesta nella situazione data. Il Supremo Collegio non prende posizione circa la possibilità per il ricorrente di avvalersi della presunzione ex art. 2054 co. 1, c.c., ma, la più recente giurisprudenza ha ammesso che il terzo trasportato possa avvalersi della disciplina di quest’ articolo. Con tale giudizio si afferma che la manovra in un centro commerciale, aperto al pubblico, può essere considerata nell’ambito della circolazione stradale presupposta come elemento costitutivo per l’applicazione dell’art. 2054 c.c. alla stregua di una nozione ampia di <<circolazione stradale>> che include anche la movimentazione di veicoli in tutte le zone adibite a traffico di pedoni o di veicoli.

 

(Aurelio Pensabene – a.pensabene@lascalaw.com)

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