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Coronavirus: stop alle rate sui mutui prima casa anche per professionisti e autonomi

Il decreto “cura Italia” n. 18 pubblicato in gazzetta ufficiale il 17 marzo 2020, estende ai professionisti e lavoratori autonomi colpiti dalla crisi e rimasti senza lavoro in conseguenza della crisi Coronavirus la facoltà di chiedere aiuto al Fondo “Gasparrini”, che prevede la sospensione fino a 18 mesi delle rate del mutuo contratto per acquistare la prima casa.

Si tratta, come già ricordato (cfr. Iusletter del 4 marzo scorso), del Fondo di solidarietà per i mutui prima casa gestito dalla Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici, al 100% del ministero dell’economia, svolge funzioni di pubblico interesse) che è stato dotato a questo scopo di un apposito finanziamento di 400 milioni di Euro per il 2020.

In particolare, il Fondo di solidarietà potrà concedere i propri benefici, oltre che ai lavoratori dipendenti, anche ai titolari di partita Iva e ai lavoratori autonomi, senza necessità di presentare l’ISEE, ma semplicemente tramite autocertificazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000, di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della riduzione della propria attività, “operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità per l’emergenza coronavirus”.

La misura di sostegno (prevista dall’art. 54 del Decreto) è rivolta ai mutui per l’acquisto della prima casa, per un valore dell’abitazione fino a 250 mila euro, e durerà nove mesi, fino al dicembre 2020.

Il Decreto precisa infine “che nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito dal comma 475, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 476, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede, al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione”.

Continueremo a tenere aggiornati i nostri lettori sulle novità che riguarderanno questi temi.

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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